Roma: scontri al corteo dei movimenti per la casa

Lo avevano annunciato lo scorso 22 ottobre che sarebbero tornati a protestare per le strade di Roma gli attivisti dei movimenti per la casa e che come giorno avrebbero scelto proprio il 31 ottobre, in occasione della Conferenza Unificata Straordinaria con l’Anci in Via della Stamperia  convocata oggi dal governo per affrontare proprio il tema dell’emergenza abitativa.

E in effetti è stata una giornata densa di tensioni al centro di Roma: i manifestanti si sono riuniti in mattinata a Piazza Montecitorio per poi muoversi in corteo verso Via del Tritone, con l’intenzione di dirigersi verso Via della Stamperia. Ma lì si sono trovati la strada bloccata dalle forze dell’ordine e sono iniziati gli scontri: di fronte al tentativo dei manifestanti di proseguire forzando il blocco, la polizia ha risposto caricando. Lancio di uova, cassonetti rovesciati e bottigliette d’acqua con spray urticante e conseguente lancio di lacrimogeni da parte degli agenti, sono culminati con il tentativo di assalto a un blindato e lancio di bombe carta.Il bilancio è di 16 feriti, tra cui quattro militari. Nove i fermati per gli scontri, ancora in corso le pratiche di identificazione. Ma dai manifestanti giunge la notizia che i fermati non hanno alcuna responsabilità negli scontri: “Si tratta di nove persone che, dopo il lancio di lacrimogeni, si sono rifugiate dentro un portone” ha affermato Paolo Di Vetta del Movimento Blocchi Precari Metropolitani “ Da lì sono stati prelevati dai carabinieri. Otto ci risultano essere a Via Gaeta, mentre di una persona non sappiamo con esattezza come stanno le cose, perché è possibile che fosse senza documenti e che quindi sia stata separata dal resto del gruppo. Ora stiamo chiedendo il loro rilascio”. Intanto giornali e tv hanno rimarcato a livello nazionale il tenore degli scontri, ma dalle fila dei manifestanti c’è tutt’altra versione: “Si è trattato di piccole bagarre se paragonato a quanto è successo negli ultimi anni in Grecia o in Spagna” ha dichiarato Piero Bernocchi, Portavoce Nazionale dei COBAS “Mi pare gli stia andando di lusso al potere economico e politico, aggiungerei purtroppo. Qui in piazza stiamo mettendo decine di migliaia di persone, in giornate migliori come il 18 e il 19 anche un centinaio di migliaia, ma qui ci vorrebbero i milioni, ci vorrebbe una rivolta popolare e purtroppo non la vediamo. Noi che  stiamo in piazza tutti i giorni ci chiediamo continuamente perché un popolo che si lamenta e soffre, che conta 5 milioni di poveri e 10 milioni di simil poveri, non esplode”. Nel pomeriggio il corteo si è spostato a Piazza Montecitorio dove ha presidiato per il resto della giornata rendendo note le proprie richieste. “La nostra prima richiesta è il blocco degli sfratti generalizzato anche per le morosità e risorse vere da investire in politiche abitative degne di questo nome, risorse che si possono ricavare da quelle che si investono per grandi opere e grandi eventi, che da sempre sottraggono risorse altissime e producendo tanta precarietà. L’Expo di Milano sta consumando suolo, sta cementificando quella città e sta assumendo persone con contratti precari. Nessuna delle nostre richieste è stata accolta, crediamo che quello che oggi la città ha prodotto, anche nelle forme radicali e conflittuali, ci sta tutto. Noi sosteniamo con forza la manifestazione della rabbia vista oggi anche nei confronti delle forze dell’ordine  che hanno impedito fisicamente a questo corteo di arrivare a Via della Stamperia, difendendo ancora una classe politica che andrebbe invece messa in mora”. Le risposte dalla Conferenza sono giunte dal Ministro per le Infrastrutture e per i Trasporti Maurizio Lupi che ha reso noto che dal 2014 partiranno due fondi operativi per far fronte all’emergenza abitativa: un primo di 100 milioni di euro per il supporto del pagamento degli affitti per i non abbienti, l’altro di 40 milioni per le cosiddette “moroistà incolpevoli”. Ma i manifestanti non sono soddisfatti e ritengono che queste misure siano solo briciole rispetto alle loro richieste. Da qui l’annuncio di un ritorno in piazza il prossimo 10 novembre, in cui saranno presenti tutti i movimenti per il diritto all’abitare.

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