Modigliani e la scuola di Parigi in mostra a Palazzo Cipolla

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Dopo il grande successo ottenuto a Milano, la mostra “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti” approda anche nella capitale. Sarà inaugurata domani l’esposizione dell’eccezionale Collezione Netter, che raccoglie più di centoventi opere appartenenti ad artisti che vissero nel quartiere di Montparnasse agli inizi del ‘900, tra cui Amedeo Modigliani, che era giunto a Parigi nel 1906, scegliendo per vivere proprio il quartiere simbolo dell’arte di quel periodo.

“Questi spiriti tormentati si esprimono in una pittura che si nutre di disperazione. La loro arte non è polacca, bulgara, russa, italiana o francese, ma assolutamente originale; semplicemente, è a Parigi che tutti hanno trovato i mezzi espressivi che meglio traducevano la visione, la sensualità e i sogni propri a ciascuno di loro. Quegli anni corrispondono a un periodo d’emancipazione e di fermento che ha pochi eguali nella storia dell’arte. Ovunque in Europa era in corso una rivoluzione estetica, preludio a un’evoluzione dei costumi; ed è a Parigi, l’unico luogo al mondo in cui la rivolta ha il diritto di cittadinanza, prima a Montmartre e poi a Montparnasse, che quegli artisti – tutti ebrei – si sono ritrovati per tentare la sorte. Ed ebreo era anche Jonas Netter, una figura importantissima per gli artisti in mostra, senza il quale molti tra loro non avrebbero avuto di che vivere e sostentarsi”. Con queste parole il curatore della mostra Marc Restellini sintetizza la forza di questi artisti e il loro legame con Netter, divenuto poi per questi artisti un vero e proprio “mecenate”, soprattutto per Modigliani, il quale, grazie al sostentamento materiale di Netter, ha avuto l’opportunità di creare opere immortali, come il “Ritratto di Jeanne Hébuterne” o “Elvira dal collo bianco”, due dei famosi ritratti dal collo lungo dell’artista livornese in esposizione a Palazzo Cipolla. Sei le sezioni in cui la mostra è divisa, che mette a confronto i capolavori acquistati nel corso della sua vita da Jonas Netter, opere che non vengono ammirate da un pubblico da oltre settant’anni. Oltre a Modigliani, tanti  gli artisti maledetti di quel fervente periodo parigino, a cominciare da Chaim Soutine, presente con oltre venti olii, tra cui “L’Homme au chapeau”, “L’Escalier rouge à Cagnes” e “La Folle”, ma anche Maurice Utrillo e le sue vedute, come “Palce de l’èglise a Montmagny” o “Rue Muller à Montmartre”, e Moïse Kisling autore di uno dei pochi ritratti di Netter, uomo rimasto sempre nell’ombra e di cui si sapeva molto poco. Una mostra da non perdere, prodotta e organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con la Pinacothèque de Paris, che resterà a Palazzo Cipolla fino al 6 aprile 2014.

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