Sono 57,2 i milioni di euro che Roma Capitale sborsa per pagare gli affitti degli immobili di cui si serve – come sedi istituzionali o di servizi pubblici – e di cui non è proprietaria; di cui 33,7 per gli uffici centrali.
È quanto emerge dal riesame dei contratti di locazione svolto dal Campidoglio, anche alla luce del decreto sulla spending review (DL 95/2012).
Ora l’Amministrazione punta a contenere le spese e dunque a disdire un congruo numero di contratti di affitto. Il vicesindaco Nieri (delega al Patrimonio), ha fatto sapere che: 1) si è ottenuta la proroga della possibilità – accordata dal decreto sulla spending review agli enti pubblici – di disdire i fitti passivi senza pagare penali. La scadenza era il 31 dicembre 2012, ora è il 31 dicembre 2013 grazie a un emendamento fatto inserire ad hoc nel “Decreto del fare” di agosto scorso. Roma Capitale ha così il tempo necessario per tagliare in modo indolore i costi delle locazioni. E ulteriori risparmi si potranno conseguire rinegoziando i contratti più gravosi. 2) Gli uffici del Patrimonio hanno messo online l’elenco completo dei canoni di locazione e affitto pagati dal Campidoglio a terzi. Un’operazione trasparenza che serve a far conoscere a tutti le dimensioni del problema. E a far da impulso ad azioni che vi pongano sistematicamente mano.
Il capitolo di spesa che riguarda le sedi centrali, i 33,7 milioni dei 57,2, è una voce di spesa destinata però a scomparire grazie al progetto “Campidoglio Due”, il nuovo comprensorio degli uffici capitolini, progetto in corso d’opera.
Fonte: comune.roma.it

