Moratti e l’Inter. Una lunga storia d’amore

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Le storie d’amore, quelle più belle, durano per sempre, poi ci sono le altre. Belle altrettanto, passionali, travolgenti ed intense. Quelle in cui passi dal baratro alla gioia più assoluta e mistica, dal dolore alla sensazione di incredibile armonia con te stesso e il mondo intero. Massimo Moratti nei suoi 18 anni di Inter ha vissuto tanti di questi stati d’animo e forse ancora di più. Amore incondizionato e viscerale e quindi incontrollabile. E come tutte le cose incontrollabili spesso, appena ti volti, ti sfuggono via. Moratti gioca la sua ultima partita con la passione e i sentimenti. Il risultato non ci è dato saperlo, ma lo immaginiamo. La razionalità dei numeri, dei bilanci, dei fatturati, prevale oggi sull’irrazionalità dei sentimenti puri. I tifosi interisti, quelli veri, non dimenticano, non possono dimenticare. E quell’ “in fondo le abbiamo voluto bene” esposto nello striscione in curva Nord nell’ ultima da Presidente/Proprietario non rende onore e rispetto a colui che ha portato a Milano giocatori del calibro di Ronaldo, Ince, Recoba, Ibrahimovic e Milito per citarne solo alcuni. In quell’ “in fondo” vi è racchiuso tutto il malessere dei tifosi per gli anni grigi e tristi passati e presenti, per gli errori di valutazione e per i lunghi periodi senza alzare trofei. Ma in quell’ occasione dal sapore nostalgico ed emozionante sarebbe stato meglio scrivere “le abbiamo voluto bene”. Evidentemente per alcuni tifosi l’essere stato il Presidente più vincente della storia dell’Inter con 5 scudetti, 4 coppe Italia e 4 supercoppe italiane,1 champions league, 1 uefa ed 1 mondiale per club, l’aver speso nei 18 anni circa 1,5 miliardi di euro, non è stato abbastanza. Certamente la maggior parte del popolo nerazzurro ringrazia incondizionatamente l’oramai ex presidente. Per lui l’Inter sarà sempre un sentimento senza eguali, uno di quelli che non ti lascerà mai.

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