Nel sottobosco della rete, in forma non plateale, ma tra le maglie della rete dei contatti, di facebook in facebook, di whatsapp in whatsapp, si è diffusa la notizia di una grande rivoluzione che paralizzerà l’Italia da lunedì 9 dicembre.
L’iniziativa è promossa da una serie di sigle informali, di coordinamenti territoriali, di strutture fluide che si vogliono smarcare da simboli, appartenenze politiche, sindacati, che non hanno un colore, una grafica, un sito, o una pagina facebook: chi sono? Tra di loro si chiamano “Fratelli Italiani”, comunicano attraverso dei gruppi Facebook, ai quali puoi accedere solo se invitato, o solo se conosci il link. Sono supportati da una serie di blog di nicchia, afferenti alla corrente anti-europeista e per la reintroduzione della Lira, e per la logistica fanno riferimento al movimento dei forconi, e a tutta quella rete di agricoltori ed autotrasportatori noti alle cronache per iniziative di protesta paralizzanti che scossero l’Italia nel Gennaio del 2012.
Loro, i Fratelli Italiani, si definiscono il popolo: «oltraggiato, quello che produce ma quello che non produce perchè lo stato lo ha messo in tale condizione. Siamo il popolo dei precari, dei senza futuro, di quelli che sperano in un qualcosa di meglio per le generazioni future.
Siamo quelli che credono nella forza delle idee, a prescindere se queste possano essere espressione di una presunta “destra” o “sinistra”; al popolo che lavora non servono le etichette ma serve che i problemi, e sono tanti, siano risolti da gente onesta».
Non hanno diffuso manifesti di alcun tipo, ma solo volantini in bianco e nero, in cui spiegano le ragioni della manifestazione, che in realtà trattasi di un presidio permanente nelle principali piazze italiane: “Dal 9 dicembre verranno avviati dei presidi permanenti su tutto il territorio nazionale il cui scopo è quello di chiedere le dimissioni dell’attuale classe politica, presidente della repubblica compreso.”
A giudicare dalla struttura e dall’organizzazione la cosa appare seria, difatti ogni Regione ha il suo coordinamento, per poi suddividersi in coordinamenti cittadini. Ogni coordinamento è ben attrezzato, e saranno pronti ad attrezzare veri accampamenti permanenti, difatti tra i più importanti vi sarà quello di Roma, presso piazzale dei Partigiani, e il vademecum per i partecipanti è chiaro ed esplicativo: tende da campeggio, tavoli e sgabelli da campeggio, sacchi a pelo, caffè, piatti di plastica, etc.
Il volantinaggio per la manifestazione è avvenuto in forma silente, soprattutto tra i commercianti, dove i “militanti” sono andati di negozio in negozio a consegnare il manifesto politico dell’azione che vuole paralizzare lo Stato. Non sono mancate le proteste, soprattutto perchè nella zona del torinese, come denuncia l’Anpi, i negozianti sono stati minacciati e hanno subito intimidazioni affinchè aderiscano allo sciopero. Naturalmente tutto da verificarsi.
Ma difatti, qual’è l’obiettivo che si prefiggono con quest’azione, che sulla “carta” appare ben organizzata e strutturata fin nei minimi dettagli? Leggendo il loro manifesto, scritto su di un foglio word con carattere Arial, leggiamo che i presidi saranno permanenti finchè “l’attuale classe politica, presidente della repubblica compreso, istituzioni infiltrate dai partiti ladroni, si dimettano ed abbandonino le posizioni. Da quel momento vi sarà un periodo transitorio in cui lo stato sarà guidato da una commissione retta dalle forze dell’ordine trascorso il quale si procederà a nuove votazioni. Durante questo periodo di transizione verranno prese le seguenti misure di urgenza: ristampare la lira per finanziare senza creare debito la spesa produttiva statale; rescissione di tutti i trattati che ci vincolano con l’europa delle banche.”
La chiosa di queste frasi non lascia spazio all’immaginazione, ove il linguaggio e il tono utilizzato è evidentemente di appartenenza a un movimento di stampo nazionalista, di comune uso ai gruppi più estremi della destra, difatti è notizia di qualche giorno fa che anche Forza Nuova aderirà alla manifestazione, come è possibile leggere da un loro comunicato ufficiale. E’ però anche innegabile che le istanze sulla moneta e le banche sono di evidente attualità all’interno del dibattito politico degli schieramenti politico-parlamentari del centro-destra.
Da sottolinearsi, inoltre, che se pur nelle intenzioni (almeno ufficiali) di questo coordinamento nazionali, e sue diramazioni territoriali, vi siano le migliori intenzioni di una protesta pacifica e non violenta, negli ultimi giorni sono apparsi volantini e manifesti che preludono ad azioni violente e aggressive. Esempio eloquente è il volantino apparso a Licata, come diffuso da Agrigento Notizie, con su scritto: “Vi consigliamo di non fare uscire i mezzi nel giorno della rivoluzione perché vi pesteremo a sangue fino a farvi morire”». Sul volantino si legge anche: «Viva la mafia».
Quale sarà la portata reale di questo sciopero nazionale permanente, la rivoluzione del 9 dicembre? Nessuno lo sa, e il fatto che i media nazionali del mainstream, per intenderci giornali e tv, tacciano, non è mai stato il preludio di nulla di buono. Manifestare è un diritto costituzionale, ed è piena facoltà di ogni cittadino e organizzazione, ci si augura che il tutto si svolgerà nel massimo della sicurezza e all’insegna del dialogo tra le istituzioni e i cittadini. Ma d’altronde che si stia avviando una stagione di proteste e manifestazioni, di cui si è già avuto prova negli ultimi mesi, contro una classe politica completamente delegittimata, anche dal punto di vista costituzionale (vedi la bocciatura della legge elettorale da parte della Corte Costituzionale), unita alla crisi economica sempre più grave, non dovrebbe stupire nessuno. Sopratutto la politica.
Una cosa è certa, da parte delle Forze dell’Ordine l’attenzione è massima, tale da far decidere al Viminale di disporre dell’uso dei mezzi anche dei Vigili del Fuoco. Difatti in una nota diffusa poche ore fa si può leggere «Il fronte contestativo non esclude il ricorso a forme eclatanti di protesta con l’attuazione di blocchi della circolazione ad oltranza, finalizzati a generare disagi agli autotrasportatori non aderenti allo sciopero e all’utenza in genere, con possibili tensioni sotto il profilo dell’ordine pubblico». E prosegue invitando le questure a valutare la «possibilità dell’eventuale disponibilità di mezzi speciali dei vigili del fuoco, ritenuti idonei per superare eventuali emergenze».

