#ForzaSchumi

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Oggi è il suo 45°compleanno, diverso da tutti gli altri, il più combattuto e sicuramente il più importante. Il nome del suo avversario non è Hill, neanche Hakkinen e neppure Montoya o Coulthard, ma si chiama edema cerebrale.

Il destino vuole che una tranquilla domenica di fine anno tra le sue piste di Meribel in Alta Savoia si trasformi in uno dei giorni più neri del pluri ex campione di Formula 1. Una rovinosa caduta tra quei pendii che Michael era abituato a frequentare  spalanca le porte della tragedia e oggi tutto il mondo dello sport, e non, è in apprensione e si aggiorna costantemente sulle gravissime condizioni in cui versa l’ex fuoriclasse delle quattro ruote. In questi giorni si ricostruiscono le dinamiche dell’incidente e sembra che sia stato un sasso preso con lo sci, durante una discesa fuori pista, a far catapultare Schumi sulle rocce. Impatto così potente da far rompere il casco e quasi spezzare il filo che lo lega alla vita e ai suoi sogni. I bollettini medici che si sono susseguiti da quel “maledetto” giorno sono stati da subito impietosi. Sottoposto ad intervento chirurgico per ridurre il grosso edema, viene indotto il coma farmacologico. Le condizioni ad oggi sono critiche ma comunque stabili. E il non peggioramento delle ultime ore lascia qualche flebile speranza in più. Speranza per la moglie Corinna, la figlia Gina Maria e il figlio Mick, che in quel momento sciava a fianco del padre e quindi testimone ravvicinato del tragico evento. Che Michael Schumacher sia stato uno dei  più grandi campioni della Formula 1 e in generale dell’automobilismo sportivo di tutti i tempi, che abbia conquistato sette mondiali e che detenga la maggior parte dei record della Formula 1 in questo momento conta poco o forse addirittura niente. Rivedere il suo sorriso, con la mascella un po’ storta e che magari ci venga dire: “Ragazzi tutto ok, è stata solo una discesa sbagliata, ma adesso si riparte. Grazie per il calore che mi avete dato e che mi ha avvolto ogni minuto che ho trascorso in quel letto d’ospedale. Vi voglio bene”. Questo è quello che veramente conta. #Forzaschumi

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