Quindi: Matteo Renzi è il premier incaricato da Giorgio Napolitano di formare un nuovo governo. Si è riservato di accettare. A noi non resta che indovinare in quanto tempo sarà pronta la squadra dei suoi ministri. Niente di più.
Nessuno avrebbe mai immaginato che nel Partito Democratico, la frase con la quale si è soliti esprimere l’atteggiamento pratico caratteristico del machiavellismo, ovvero “Il fine giustifica i mezzi”, potesse essere presa alla lettera dall’oggi al domani.
La molla deve essere scattata quando in via Sant’Andrea delle Fratte 16, sede nazionale del PD, ci si è accorti di un particolare eclatante: anche Macchiavelli era fiorentino.
Quindi per rendere più letteraria la fulminea scalata di Renzi a Palazzo Chigi, i membri del partito hanno voluto rifarsi direttamente a un autore doc del passato, sempre “made in Tuscany”.
Un principe deve mantenere o no la parola data? Questo si chiede l’autore nel XVIII° capitolo de Il Principe. Evidentemente no. La buonanima di Macchiavelli scrive:
“E però bisogna che egli abbi uno animo disposto a volgersi secondo ch’e venti della fortuna e le variazioni delle cose li comandano e, come sopra dissi, non partirsi dal bene potendo, ma sapere entrare nel male, necessitato…(…). Si guarda al fine. Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascun laudati”.
Ora, detto con le parole del Pd: Matteo deve governare. E non importa se il Primo Ministro più giovane della nostra Repubblica potrebbe essere un politico scelto in maniera non democratica.
Il Pd sa che gli italiani sono anestetizzati verso questo tipo di manovre oscure. Dopo Monti e Letta, che sarà mai un Renzi? Com’è che si dice? Non c’è due senza tre. Inoltre, diciamoci la verità, questo “slancio di stato” ( “colpo” è troppo di destra) era in realtà nell’aria dal giorno in cui il segretario si era incontrato con Berlusconi.
Nel nome del “buon fine”, noi elettori mancati dobbiamo accettare tutto. Questo è il Paese malato, in perenne stato di crisi, che ha sempre bisogno di un salvatore della Patria.
Renzi stava correndo la sua staffetta in maniera impeccabile ed onesta. Peccato che abbia deciso di iniziare a barare, cascando con tutte le scarpe in quei “giochini” della politica, che lui stesso criticava aspramente.
“Ho ricevuto l’incarico di provare a formare il nuovo governo”, ha dichiarato stamane il segretario del PD. Ma l’umiltà di quel “provare” è una secchiata di retorica gettata sulla testa di ogni individuo capace di intendere e volere.
Adesso bisogna che Renzi faccia di tutto per cancellare dalla memoria dei suoi connazionali il ricordo dell’ennesima “manovra di palazzo”, portata avanti anche con l’appoggio di chi non fa parte del suo stesso partito. Non sono ammessi errori.
Il suo operato dovrà essere impeccabile, sebbene qualcuno abbia già smorzato la vicenda con frasi del tipo: “Abbiamo avuto un pregiudicato al potere per anni, adesso il problema è Renzi, di che vi lamentate?”.
Ma attenzione, la pratica inaugurata dal nuovo premier incaricato è molto pericolosa. Se dovesse diventare un vizio dei politici particolarmente sicuri di se stessi, c’è il rischio che le nostre tessere elettorali comincino a valere quanto un passaporto scaduto.
A parte questo, #matteostaisereno e fa’ quello che devi fare. Per la Presidenza della Repubblica hai ancora tempo. Sei giovane. Un passo per volta.
A cura di Silvia Di Pasquale.

