Mac DeMarco. Un canadese con la chitarra scrausa

Non bisogna mai prendersi troppo sul serio. Sembra che questo sia il motto di Mac DeMarco, ventitreenne canadese al suo secondo disco.

Personaggio simpatico, atteggiamento da sognatore mai redento, sorriso contagioso caratterizzato dallo spazio fra i due incisivi superiori.

Accompagnato da una chitarra veramente scrausa acquistata per 30 dollari all’età di 16 anni, i suoi concerti si caratterizzano per l’interazione con il pubblico e per l’atmosfera rilassata e giocosa. Talmente rilassata e giocosa che a volte il nostro Mac lo puoi trovare nudo sul palco.

Nel 2012 Mac pubblica il primo album per l’etichetta Captured Tracks. Il disco gli procura il titolo di “Best New Music” da parte di Pitchfork e la benedizione delle maggiori testate musicali.

Mac diventa così un piccolo fenomeno indie, elogiato dalla critica e acclamato dal pubblico. Le sue linee di chitarra e lo straordinario stupore con cui ci racconta la quotidianità della vita diventano il suo marchio inconfondibile.

Uno stile personalissimo che Mac definisce “jizz jazz”.

“Salad Days” è un album apparentemente semplice. In realtà è un lavoro ben arrangiato e pensato, in poco più di mezzora vengono concentrate 11 canzoni che dipingono alla perfezione il suo mondo romantico e stralunato. Difficile trovare una brutta canzone in questo disco. I ritornelli, le melodie, le sezioni ritmiche, è tutto perfettamente costruito.

Quattro episodi si distinguono dagli altri: il tropicalismo in slow beat di “Let My Baby Stay”, il singolo “Passing Out Pieces” e i suoi fiati, i synth lo-fi di “Chamber of Reflection”, la strumentale “Jonny’s Odyssey” che con il suo organo chiude il disco. Canzoni diverse, ne più belle ne più brutte delle altre. Il resto del disco ha il suo suono, le sue soluzioni tecniche e di arrangiamento.

Con “Salad Days” Demarco ha definitivamente delineato il suo stile, quel jizz jazz che lo rende facilmente riconoscibile e ascoltabile.

Un disco che conferma Mac fra i principali attori del panorama indie internazionale.

Tracklist

 1. Salad Days

2. Blue Boy

3. Brother

4. Let Her Go

5. Goodbye Weekend

6. Let My Baby Stay

7. Passing Out Pieces

8. Treat Her Better

9. Chamber of Reflection

10. Go Easy

11. Jonny’s Odyssey

 Voto: 8/10

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