Alla vigilia del Mondiale Cesare Prandelli si ritrova a fare i conti con le sue stesse regole e l’applicazione del codice etico su Chiellini.
Prandelli è una persona buona, pacata, quasi adatto a fare il commissario tecnico. In questi anni si è ritrovato a guidare una nazionale non certo piena zeppi di fuoriclasse, reduce dal disastroso mondiale del Sudafrica. Sotto la sua guida pure un secondo posto agli europei di due anni, battuti dall’invincibile Spagna. A poche settimane dall’inizio del Mondiale ora Prandelli si ritrova una bella grana da gestire e non stiamo parlando di dubbi sui 23 da portare, quelli ci sono pure ma stiamo parlando di altri livelli non certo di quando in attacco avevamo l’imbarazzo della scelta, ma mi riferisco al codice etico e le sue applicazioni.
Da subito a molti è sembrata una strana trovata. Praticamente i giocatori squalificati in campo o dopo prova TV per falli gravi non sarebbero stati convocati per le partita successiva della nazionale italiana. Una procedura che fa acqua da tutte le parti e i motivi sono molteplici. I giocatori della nazionale maggiore anche i più giovani non sono certo ragazzini ai quali dare punizioni correttive. Stiamo parlando di milionari, che giocano spesso in grandi club, seguiti e riveriti. Poi certo, Balotelli è il caso emblematico di uno che pure se marcato a uomo dentro e fuori dal campo fa stronzate periodicamente. Gli ultimi episodi eclatanti sono stati prima l’esclusione di Destro, reo di una gomitata che gli è costata una lunga squalifica e ultimo Chiellini, fatto analogo alla penultima di campionato in Roma – Juventus, prova TV e tre giornate di squalifica. Prandelli avrà sicuramente imprecato, almeno a mente, per la serie: e ora che si fa? Cesare se ne è uscito con parziale giustificazione al fatto che ha coinvolto Chiellini e Pjanic, dicendo che il colpo non è violento, forse è vero, ma caro Prandelli da Juventino che apprezza l’agonismo di Chiellini ma spesso si trova a criticarlo per cose che si potrebbe risparmiare, ormai hai imposto una regola ed è normale che si alzi un polverone. Non sono normali gli insulti in particolare da parte dei tifosi di Roma e Napoli, che riconducono tutto a uno scontro con la Juventus e che non hanno mai avuto grande amore nei confronti della nazionale.
Ora aldilà di tutto per una cazzata come il codice etico una nazionale non si può privare degli elementi migliori oppure preferite giocatori mediocri in campo con il 9 in condotta? Il codice etico potrebbe essere applicabile di fronte a fatti gravi, gesti totalmente anti sportivi dentro ma anche fuori dal campo, soprattutto se fatti con la maglia azzurra o durante un ritiro con la nazionale.
Può capitare di perdere la testa in campo, ma devono essere i club a scegliere se multare e punire un giocatore squalificato per motivi futili che danneggiano la società.
Infine non può essere un giudice sportivo a fare la rosa dell’Italia. Chiellini sarà al mondiale e giocherà titolare e l’unica certezza è che in altri tempi lui al massimo si sarebbe dovuto accontentare di un posto in tribuna, ma per capacità tecniche.

