Violenza sulle donne: al Sud più omicidi in famiglia

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Giornata Violenza Donne

Ogni 25 novembre  si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, un’occasione per tenere alta l’attenzione su un fenomeno ancora troppo diffuso

di Cristina Panzironi

Da qualche anno, di violenza sulle donne si parla tanto, eppure non ancora troppo; le iniziative e le campagne messe in atto finora contro un simile fenomeno non sembrano ancora bastare. Il rapporto Eures del 2013 contro la violenza di genere presenta infatti numeri altissimi di vittime di femminicidio: 179 le donne uccise, rispetto alle 157 dell’anno precedente. Se aumentano dunque le campagne di sensibilizzazione (vedi la campagna istituzionale e le pubblicità progresso), non si riesce a rafforzare il concetto di una diffusa coscienza sociale la quale, anzi, sembra ridursi in modo drastico di fronte al moltiplicarsi di dati estremamente preoccupanti. Il secondo rapporto sul femminicidio mostra variazioni riguardo i motivi degli omicidi, le zone in cui essi avvengono maggiormente, l’età delle vittime, oltre che nei numeri. Aumentano del 16% le donne uccise all’interno dell’ambito familiare o da uomini strettamente connessi al proprio contesto (amici, vicini, parenti) e il Sud diviene il teatro più grande sul quale “metter in scena” gli omicidi, con una significativa inversione di trend rispetto agli anni precedenti in cui il era il Nord a risaltare maggiormente nell’ambito delle violenze ai danni delle donne. Se al Nord si registra dunque una positiva diminuzione di omicidi (-21%), il raddoppiarsi delle vittime al Centro e l’aumento dei numeri del 27%  al Sud, oltre ad accrescere l’allarme, contribuiscono a fare del 2013 l’anno con la più alta percentuale mai registrata in Italia di donne tra le vittime omicidi. Una donna su tre viene uccisa dopo aver deciso di lasciare il partner; il 53% delle vittime aveva segnalato le violenze subite e, se la risposta delle istituzioni risulta quindi insufficiente nell’arginare un problema tanto serio, la sensazione di inadeguatezza aumenta di fronte alle numerose chiusure registrate in un anno tanto nero da Centri Antiviolenza sparsi su tutto il territorio.

Se il Ce.s.p.p. di Tor Bella Monaca, a Roma, non è ancora riuscito a trovare un nuovo locale per portare avanti il proprio lavoro (nonostante le 50.000 firme raggiunte con la petizione che chiedeva risposte al Sindaco Marino), il Centro Antiviolenza Thamaia, che opera tra Catania e i paesi limitrofi, è stato costretto a ridurre gli orari di apertura al pubblico a causa del mancato sostegno economico da parte delle istituzioni territoriali. Questi sono solo alcuni degli esempi che mostrano le difficoltà con cui devono fare sempre più i conti ogni giorno persone che cercano di dare sostegno e aiuto concreto a donne in difficoltà; donne che riescono a trovare il coraggio di bussare alla porta di associazioni spesso non istituzionali, particolarmente legate agli effettivi problemi della realtà quotidiana.

In tal senso perciò le iniziative istituzionali promosse in tutta Italia in occasione della Giornata istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite proprio contro questo tipo di violenza ricoprono un ruolo particolarmente significativo nello squarcio del velo di silenzio e indifferenza che ancora troppo spesso avvolge il mondo degli abusi.

(Spot Sociale FPI-Salvamamme contro la Violenza Sulle Donne – Protagoniste le Boxer dell’Italia Boxing Femminile)

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