Attacco di Pearl Harbor

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Il 7 dicembre 1941 la forza aereonavale giapponese attaccò senza preavviso la flotta statunitense nella base hawaiiana di Pearl Harbor, distruggendola quasi completamente

La politica espansionistica nipponica si era concretizzata nel 1931 con l’invasione della Manciuria e qualche anno dopo nel territorio della Cina. Gli Stati Uniti avevano reagito promuovendo un embargo petrolifero che avrebbe messo in difficoltà il Giappone. Per porsi come concreta forza di contrasto nel Pacifico inoltre gli Stati Uniti avevano posto la loro base militare navale nelle Hawaii, a Pearl Harbor. I giapponesi, guidati dall’ammiraglio Yamamoto, il 7 dicembre attaccarono all’improvviso con la forza aerea distruggendo la flotta americana. A salvarsi furono soltanto tre portaerei che si trovava al largo per esercitazioni. Fu un durissimo colpo per gli Stati Uniti che oltre alla flotta persero anche i rifornimenti petroliferi, fatti esplodere dal fuoco nemico. Nel periodo successivo, avendo sconfitto l’unica forza navale nemica presente nel Pacifico, i giapponesi poterono avanzare sul fronte sud-occidentale.

L’8 dicembre del 1941 il Congresso degli Stati Uniti dichiarò guerra al Giappone. Il presidente Roosevelt comunicò la decisione di entrare in guerra pronunciando un famoso che iniziava così: Ieri, 7 dicembre 1941, una data che entrerà nella storia come il giorno dell’infamia, gli Stati Uniti d’America sono stati improvvisamente e deliberatamente attaccati dalle forze aeree e navali dell’impero del Giappone.

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