Diritti umani: dalle origini ai giorni nostri

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La Giornata Mondiale dei Diritti Umani del 10 Dicembre vuole essere non solo una celebrazione di tali diritti quanto una vera e propria educazione ad essi

di Cristina Panzironi

Il 10 Dicembre 1948 segnò un momento fondamentale nella storia dei diritti umani. Proprio in quel giorno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò infatti la “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, documento nato in risposta agli orrori della guerra appena terminata. Le violenze psicologiche e fisiche che il secondo conflitto mondiale aveva portato con sé erano state troppo forti per non rimanere negli animi e non spingere le Nazioni Unite a far sì che non si assistesse più a tali violazioni. La Giornata Internazionale dei Diritti Umani vuole dunque celebrare il momento in cui il mondo riconobbe la necessità di tutelare i diritti universali di ogni essere umano indipendentemente da razza, sesso e religione. Ma cosa si intende precisamente con “diritti umani”? Innanzitutto, come abbiamo accennato, il termine umani implica il fatto che essi siano universali, ossia che appartengano ad ogni persona che, in quanto essere razionale, ha una sua dignità e che questa vada rispettata. Negare a un essere umano i suoi diritti significa privarlo della sua natura. Come dice l’art. 1: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Prima di passare ad analizzare il termine diritti bisogna ricordare che essi abbracciano un campo particolarmente vasto, solo in tal modo è possibile evitare il rischio dell’appiattimento che porta a pensare che essi si riferiscano alla sola libertà di parola o, ad esempio, al diritto di esprimere liberamente il proprio orientamento religioso o sessuale. Nella Dichiarazione Universale sono riconosciuti tutti i principi che affondano le proprie radici nella tutela della dignità: dal divieto di tortura e di condizioni non degradanti nelle carceri, il diritto a un equo processo e la presunzione di non colpevolezza, fino al diritto di cittadinanza e di libera circolazione delle persone. Il tutto racchiuso in 30 diritti che si dividono in civili, politici, economici, sociali e culturali.

Malala Yousafzai
Malala Yousafzai

Accenni alla tutela di questa tipologia di libertà individuali arriva addirittura dall’antica Persia. Ciro il Grande, dopo aver conquistato Babilonia, liberò infatti gli schiavi riconoscendo il diritto di ognuno a professare la propria religione; atteggiamenti simili si ritrovano nel mondo greco e latino, ma i precedenti importanti sono di certo le Carte dei diritti proclamate nel ‘700, in particolare quella francese (la “Dichiarazione Francese dei Diritti dell’Uomo e dei Cittadini” a seguito della Rivoluzione del 1789) e statunitense (la “Carta dei diritti” del 1791). Se quindi la Dichiarazione, primo documento rivolto alle persone di tutto il mondo senza distinzioni, ha attinto da illustri precedenti, gran parte dei principi che essa pone a tutela dei diritti risulta ancora disattesa. In questi ultimi anni abbiamo infatti assistito a numerose, e spesso gravi, violazioni dei diritti espressi dalla Dichiarazione del 1948 – basti pensare ai milioni di morti per fame o guerra e ai numeri altrettanti alti di rifugiati. Il massacro in Siria, la censura in paesi come la Cina, le esecuzioni dell’Isis, ma anche l’emergenza carceri nel nostro Paese sono solo alcuni esempi di come i diritti umani vengano calpestati ogni giorno a più di 60 anni dalla proclamazione della prima Dichiarazione Internazionale. Emblematico, tra gli altri, è il caso di Malala Yousafzai , la 17enne pakistana, che a 15 anni ha ricevuto un colpo di pistola a causa del suo attivismo nella lotta per il diritto all’istruzione delle ragazze. In tal senso quindi la Giornata Mondiale dei Diritti Umani del 10 Dicembre vuole essere non solo una celebrazione di tali diritti quanto una vera e propria educazione ad essi.

Perché si capisca una volta per tutte che ogni diritto umano ha lo stesso valore nella piena realizzazione della persona e che di fronte a una loro violazione non regga né il paese in cui essa si verifichi, né tantomeno i colori politici.

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