I dischi costano troppo, ma la pirateria va oltre la questione economica. Negli USA il prezzo della musica dipende dalle classifiche
“Il mercato discografico sta attraversando un periodo di crisi”. Avrete letto o sentito questa affermazione almeno un migliaio di volte negli ultimi dieci anni e in effetti il crollo vertiginoso della vendita dei CD è un fenomeno inarrestabile e senza più rimedio. Colpa dei masterizzatori e dei CD vergini a 30 centesimi? Non si sa, l’unica certezza è che le maggiori case discografiche continuano a utilizzare il CD come forma principale di diffusione musicale, nonostante la nostra sia l’epoca del download digitale, del lettore mp3, del ritorno al vinile e soprattutto della pirateria. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma perché non abbassano il prezzo del CD rendendolo accessibile ai più?


