Lombalgia, nuove cure in arrivo

Ne soffre 1 giovane su 5. Attenzione allo sport senza controlli e alla corsa. Con le membrane amniotiche guarigione per 3 pazienti su 4

La lombalgia è forse il disturbo che colpisce più di tutti i giovani che praticano sport. Infatti, secondo quanto rivela Pier Vittorio Nardi, Presidente dell’Associazione Chirurgia Italiana Spinale, un giovane su cinque ne soffrirebbe. La degenerazione discale è però spesso legata a un problema congenito, quindi ci sono anche persone che sopportano grandi sforzi fisici ma che non ne soffrono.

Tra le cause principali sottolineate dagli specialisti c’è anche il fitness senza controllo specifico: la mancanza di un istruttore o un allenamento frettoloso aumenta esponenzialmente la probabilità di malattia. Sconsigliata la corsa, che provoca un movimento non uniforme e che potrebbe causare ulteriori squilibri a livello vertebrale.

Tra le cure si sta facendo avanti la possibilità di ricorrere all’iniezione di membrane amniotiche. L’indagine ha preso in esame venticinque pazienti con dischi degenerati e che hanno impiantato membrane amniotiche con fixet, vale a dire degli “ammortizzatori” che consentono una funzione di scarico biomeccanico della colonna e una funzione rigenerativa delle membrane.

“Le altre metodiche d’intervento che prevedono l’utilizzo di quattro viti e due barre alterano in un soggetto giovane la naturale elasticità della colonna”, spiega Pier Vittorio Nardi che poi aggiunge: “Questi supporti rendono la colonna più rigida, mentre il fine è quello di mantenere un’elasticità adeguata delle colonne. Inoltre questi interventi caratterizzati da una maggiore aggressività chirurgica e dalla sostituzione del disco, rendendo l’operazione molto più invasiva e quindi pericolosa. Il disco che sostituirà quello problematico, inoltre, è rigido, quindi non garantirà con il passare degli anni una stabilità del peso, provocando eventualmente anche un effetto domino”.

Le membrane amniotiche, iniettate da un flaconcino, fornito dalla Fondazione Banca dei Tessuti di Treviso, diventano preziose per l’intervento, della durata di 15 minuti: il successivo inserimento dei due fixet garantisce una ripresa rapida, con appena due giorni di ricovero, senza bisogno di ulteriori trattamenti successivi. La presenza dell’ernia, invece, non permette l’intervento con le membrane amniotiche, in quanto già tardi.

L’intervento con membrane è consigliato sopratutto per i giovani in quanto dopo i 50 anni il disco risulta essere più fibrotico e risponde meno all’azione rigenerante delle membrane stesse. La membrana amniotica viene estratta dalla placenta raccolta da taglio cesareo in elezione. Le sue principali caratteristiche: tessuto scarsamente immunogenico, per cui può essere innestato senza terapia immunosoppressiva e senza rischi di rigetto; riduzione delle infiammazioni; diminuzione del tessuto cicatriziale; presenza di fattori di crescita; antimicrobico e antifibrotico.

In ottemperanza alle linee guida nazionali vengono eseguiti tutti i test sierologici della donatrice, esami colturali per la ricerca di batteri aerobi ed anaerobi durante tutti gli steps di attività. La membrana amniotica riduce la formazione di tessuto cicatriziale in prossimità della dura madre o sopra di essa; riduce l’infiammazione del sito chirurgico; promuove il processo di guarigione; funge da barriera per fornire un piano di dissezione.

I sintomi più gravi che devono funzionare da campanello d’allarme sono le lombalgie recidivanti: è normale avere un paio di volte all’anno una situazione di blocco e di dolore non sopportabile. Se questa situazione perdurasse per mesi ed anni, è necessario intervenire prontamente. Il tempo tecnico in cui lui preserva il disco dalla degenerazione ulteriore è di un anno e mezzo.

In attesa dell’intervento, si consigliano attività di fisioterapia o sport: meglio il nuoto a dorso che consente lo scarico della colonna e tonifica i muscoli paravertebrali, ma è opportuno anche perdere un po’ di peso. Se non si dispone di sufficiente esperienza nel comprendere la natura del dolore, si possono fare anche dei test: si blocca il disco con un anestetico per capire se la situazione migliora o meno, per capire se è quella la parte interessata.

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