Vinitaly incontra il mondo a Verona

0
838
vinitaly 2015

In programma dal 22 al 25 marzo, la 49esima edizione della fiera veronese rappresenta l’eccellenza dell’enogastronomia italiana

Vinitaly rappresenta nel mondo l’esperienza vitivinicola nazionale”. Così il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, ha presentato la 49esima edizione del salone internazionale del vino che si terrà a Verona dal 22 al 25 marzo. Grazie alla collaborazione con Unaprol, consorzio olivicolo italiano, l’appuntamento con l’eccellenza del vino made in Italy sarà anche una gustosa occasione per incontrare la migliore produzione olivicola e agroalimentare italiana, promossa da Sol&Agrifood ed Enolitech.

Organizzato da Veronafiere, Vinitaly si prepara ad accogliere oltre quattromila espositori a conferma della vivacità del settore vitivinicolo italiano. “Siamo i primi esportatori in Regno Unito, negli Usa e in Germania. Bene anche la Russia, nonostante le vicende geopolitiche mentre in Cina si registra una nuova fase perché lentamente i cinesi stanno scoprendo il vino italiano”. Queste le parole del direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, le quali, all’indomani della premiazione a Hong Kong di un vino maremmano DOC, suonano come profetiche.

Non poteva iniziare meglio, dunque, il conto alla rovescia per la vetrina più importante di un settore che, a dispetto della crisi, dimostra d’aver ancora molto da offrire. Anche i dati sull’esportazione olivicola sono incoraggianti, nonostante il calo della produzione registrato lo scorso anno. Ma, come sottolinea il presidente di Unaprol David Granieri, “il segreto sta nella biodiversità del nostro sistema produttivo, unico al mondo, perché non può essere masterizzato”.

La diversificazione, dunque: chiave della ricchezza del nostro Paese. E Vinitaly lo sa bene. Tra i suoi protagonisti il marchio piemontese Terre dei Santi, la cantina friulana Vini La Delizia, il toscano Sangiovese dell’azienda agricola Roccapesta, il gruppo Lucano di Pisticci e la Senatore Vini di Cirò, soltanto per citarne alcuni. Rappresenteranno le 380mila aziende vitivinicole presenti nel territorio italiano. Un territorio forte delle proprie tradizioni e delle proprie varietà, presentate al mondo del “beverage” attraverso la primitiva esperienza empirica.

“Puntiamo a raccontare cos’è il vino e lo vogliamo fare cercando di coinvolgere i visitatori attraverso l’utilizzo di quattro dei cinque sensi: tatto, vista, olfatto e udito. Al gusto sarà dedicata la parte superiore del padiglione”. Mantovani anticipa come sarà strutturato il settore Expo “VINO – A taste of Italy”, altra importante vetrina per mostrare al mondo, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’eccellenza del made in Italy.

Purtroppo c’è da dire che l’immagine e lo sviluppo all’estero dei nostri prodotti sono danneggiati dalle contraffazioni in circolazione: non solo il Parmigiano Reggiano ma anche l’olio e il vino sono quelli più imitati nel mondo. Dal Pompeian oil del Maryland al Kressecco tedesco, un falso che prende ispirazione dal prosecco nostrano, fino al Barbera rumeno che, oltralpe, diventa incredibilmente bianco.

kressecco

Un’importante perdita di fatturato, dunque. Ma niente paura. L’eccellenza del made in Italy non demorde, anzi. Trova importanti proseliti. Ospite del programma di Fabio Fazio, sembra che Madonna abbia molto apprezzato una bottiglia di vino rosso datale in dono dal conduttore. E che dire ancora dei copiosi riferimenti al nettare di Bacco presenti nella storia della nostra letteratura? Da quella medievale alle novelle di Boccaccio, il vino ha sempre fatto rima con la libertà e il rilassamento dei freni inibitori seguendo la massima oraziana del “vino veritas”. Come non ricordare, in questo breve excursus, il brindisi della “Traviata”? I più severi obietteranno che l’opera è ambientata a Parigi ma, forti del recente sorpasso dello spumante nostrano sullo champagne, possiamo permettercelo. E allora “libiamo, libiamo ne’ lieti calici”. Con Vinitaly si può.

 A cura di Alessia Polimanti.

LASCIA UN COMMENTO