C’era una volta il Parma Football Club

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cover parma calcio

La storia del Parma ha fatto sognare i tifosi di tutta Italia, da piccola provinciale ai vertici del calcio europeo negli anni ’90

C’era una volta. Tutte le favole iniziano così, sempre allo stesso modo, e finiscono bene, un lieto fine che corona una storia per lo più appassionante e coinvolgente. Tutti felici e contenti. Quella del Parma calcio è una favola a metà, quindi probabilmente non potremmo neanche più chiamarla così. Ma gli inizi degli anni ’90 per questa città di poco più di 180.000 abitanti hanno tanto il sapore della favola, dell’isola felice, nonostante non fosse circondata dal mare e fosse situata tra gli Appennini e la pianura padana. Ma saranno gli anni in cui una provinciale, si affaccia nel massimo campionato italiano e non lo farà per una fugace apparizione, lo farà per scrivere un pezzo importante della storia del calcio italiano ed europeo.

Sarà il Parma del grande Nevio Scala prima e dell’allora promettente Carletto Ancelotti dopo. Una squadra che sconvolgerà per un decennio gli equilibri di forza del calcio. Nel 1990 la prima promozione in serie A della sua storia porta con se l’arrivo in società di mister Parmalat Calisto Tanzi. Manna dal cielo. Da neopromosso, il Parma raggiunge un ottimo quinto posto che gli schiude immediatamente le porte della Uefa. Quella squadra aveva in Taffarel, Apolloni, Minotti, Grun, Cuoghi, Zoratto, Brolin e Melli i maggiori protagonisti. Già la stagione successiva sarà quello buono per alzare il primo trofeo della sua storia: la Coppa Italia. Il 14 Maggio del 1992 sarà la Juventus a doversi inchinare di fronte a questa ventata di freschezza e spavalderia calcistica. Il Parma così provinciale e irriverente nello stesso momento, inizia a diventare la seconda squadra di tutti gli italiani. Ma come si suol dire la fame vien mangiando e un anno dopo il primo trionfo, i ducali fanno la voce grossa anche in Europa e dopo una cavalcata entusiasmante il 12 Maggio 1993 alzano la Coppa delle Coppe battendo nel tempio di Wembley l’Anversa.

Parma-Anversa 1993

Intanto con gli acquisti di Asprilla prima e Zola dopo la rosa diventa sempre più competitiva e pronta ad altri traguardi. Come la finale di Supercoppa Europea del Febbraio 1994. Di fronte ai Campioni d’Europa del Milan il timore reverenziale è pari a zero. Perde in casa per uno a zero ma riesce nell’impresa di vincere a San Siro per due a zero e a ribaltare uno pronostico già chiuso per i più. Rammarico per il mancato bis in Coppa delle Coppe dove  viene sconfitto per 1 a 0 dall’Arsenal.

 

La stagione successiva sarà quella della sfida infinita con la Juventus. Scudetto e Coppa Italia andranno a Torino, ma in Coppa Uefa i ducali trionferanno nella doppia finale (1 a 0 al Tardini con rete dell’ex Dino Baggio e 1 a 1 al ritorno con reti ancora di Dino Baggio e Vialli). Il Parma ormai è tra le grandi. E nelle grandi squadre giocano i grandi giocatori, come Hristo Stoickov che nell’estate del 95, dopo aver vinto il Pallone d’Oro, approda in Emilia. Con lui anche la giovane promessa Pippo Inzaghi. Sarà la prima stagione senza successi e la fine del ciclo di Nevio Scala, il primo allenatore ad aver fatto grande il Parma.

Il giovane Carletto Ancelotti sarà chiamato a riaprire un nuovo ciclo. Sarà aiutato dagli arrivi di Crespo, Chiesa e Ze Maria. Dopo una partenza stentata e le precoci eliminazioni in Uefa e Coppa Italia, i ducali si renderanno protagonisti di una grande cavalcata che li porterà al 2°posto a soli due punti dal sogno Scudetto. Garantita la prima partecipazione alla Champions League. Zola, impiegato sporadicamente, si trasferirà al Chelsea. Intanto i giovani Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon si mettono in evidenza e saranno tra i gioielli più luminosi della “vetrina” ducale. La Champions non andrà benissimo e il quinto posto in campionato vale l’esonero di Ancelotti. Per il Parma oramai un piazzamento del genere equivale a un mezzo fallimento. Le aspettative sono altre e alte.

Nella stagione 98/99 al timone ci sarà Malesani. Veron e Boghossian gli acquisti top per puntare a nuovi traguardi. E se in Campionato si raggiunge un buon ma non eccelso 4° posto, nel maggio del 1999 la bacheca si arricchirà di altri 2 trofei: la Coppa Italia (doppia finale contro la Fiorentina) e la Coppa Uefa dominata in finale con un netto 3 a 0 sull’Olympique Marsiglia. La Provincia italiana ancora sotto i riflettori del calcio continentale. L’anno si chiude come meglio non poteva con la vittoria ad Agosto della Supercoppa di lega (2 a 1 in casa del Milan campione d’Italia).

Gli anni duemila saranno ricordati come quelli delle cessioni di Buffon e Thuram alla Juve, dell’ultimo trofeo alzato, la Coppa Italia 2001 (vittima nuovamente la Juventus), della buona gestione Prandelli, della devastante coppia d’attacco Mutu-Adriano, di Gilardino e i suoi 23 gol in una stagione, dell’improvviso crac della Parmalat (arresto di Tanzi)  e delle conseguenti ripercussioni societarie, del ridimensionamento e del ritorno in serie B dopo 18 stagioni consecutive di A, la veloce risalita nella massima serie con Guidolin, fino all’arrivo nel 2011 di Roberto Donadoni, attuale tecnico.

Oggi il Parma Calcio vive un incubo. I fasti, le vittorie e le gioie degli ultimi decenni lasciano spazio ad una crisi economica-finanziaria che ha devastato i bilanci societari, a discutibili gestioni e cambi di proprietà, speculazioni, ipotesi di reati finanziari, libri contabili e tribunali. La squadra di tutti gli italiani è stata sventrata, colpita nella storia e nella memoria di vittorie che sembrano lontane anni luce. La provincia che faceva tremare le big d’Italia e d’Europa non sa se domani potrà ancora giocare nel calcio dei professionisti o ripartire dalle ceneri di quel che rimarrà della vecchia società. Una cosa è certa, qualunque sia il suo futuro, per noi tutti appassionati di calcio, il Parma rimarrà sempre quella squadra di sfacciati, ambiziosi, spregiudicati e folli ragazzi che arrivati nel calcio che conta se ne fregarono delle gerarchie storiche prestabilite e scrissero un pezzo indelebile della storia del calcio nazionale e continentale.

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