Muore Luchino Visconti

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17marzo1976 luchino visconti

Il 17 marzo 1976 è morto a Roma il regista e sceneggiatore teatrale e cinematografico Luchino Visconti, esponente del Neorealismo

Luchino Visconti, figlio di un duca, nella giovinezza ebbe due grandi passioni: l’equitazione e il violoncello. Scoperto l’amore per la regia, divenne assistente di Jean Renoir nel 1936, grazie alla sua fidanzata di allora, Coco Chanel. Lasciata Parigi in seguito alla morte della madre, Visconti si avvicinò al Partito Comunista. È del 1943 il suo primo film: “Ossessione”. Il film ha inaugurato il genere del Neorealismo mostrando la crudezza della realtà quotidiana. Dopo l’armistizio del 1943, Visconti prese parte al movimento della Resistenza. Da questa esperienza nacque il documentario “Giorni di gloria” che girò insieme ad altri registi. Negli anni successivi Visconti si dedicò alle sceneggiatura di opere teatrali e liriche. Nel 1948 torna al cinema con “La terra trema”, film che trae spunto da “I Malavoglia” di Verga. Gli anni Cinquanta sono segnati da “Bellissima” e “Siamo donne”, tratti da soggetti di Cesare Zavattini. Nel 1954 Visconti gira il suo primo film a colori: “Senso”. Grazie al film “Le notti bianche” tratto dall’opera di Dostoevskij, vince il Leone d’Argento. Nel 1960 affronta le tematiche della violenza in “Rocco e i suoi fratelli”. Insieme a Vittorio De Sica, Mario Monicelli e Federico Fellini nel 1961 dirige un episodio di “Boccaccio ’70”. Con il film del 1962 “Il Gattopardo”, Visconti vince la Palma d’Oro. Fra i suoi film successivi più famosi vi sono: “Morte a Venezia”, tratto dal libro di Thomas Mann, e “Ludwig”. Proprio mentre lavora a quest’ultimo, viene colpito da un ictus che lo paralizza parzialmente. Continua a dedicarsi al teatro e al cinema ma, dopo aver concluso la fase del primo montaggio de “L’innocente” tratto dall’opera di Gabriele D’Annunzio, muore a causa di una trombosi il 17 marzo 1976. Le sue ceneri sono state sparse nel 2003 a Ischia, luogo molto amato dal Maestro.

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