Canada to Italy, il nuovo patto transatlantico

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Si è svolta mercoledì 29 aprile 2015, al centro congressi “Roma Eventi- Fontana di Trevi”, la conferenza “Canada to Italy”, organizzata da Utopia e Formiche, con il patrocinio dell’ Ambasciata del Canada, del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero dello Sviluppo Economico

Tantissimi e importanti gli argomenti trattati: le relazioni Canada – Unione Europea secondo punti di vista economici, commerciali, industriali e geopolitici, i possibili vantaggi per l’ Italia, l’ Europa e il Canada dovuti alla ratifica del Comprehensive Economic & Trade Agreement (CETA), le possibilità offerte dal mercato import/export nei settori energia e agroalimentare, le prospettive future ottimali dal punto di vista strategico, politico e internazionale.

Canada to Italy: nozioni di carattere generale

canada to italyIl CETA è il primo accordo commerciale tra Unione Europea e Canada, una delle più grandi economie mondiali parte del G7. È un trattato internazionale che ha visto concludersi i negoziati, dopo 5 anni, nell’agosto 2014. Per entrare in vigore deve essere approvato da Parlamento Europeo, dai governi degli Stati Membri Ue e dal Governo federale canadese, più province e territori. Faciliterà gli investimenti, eliminerà i dazi doganali, porrà fine alle limitazioni nell’accesso agli appalti pubblici, aprirà il mercato dei servizi, offrirà condizioni prevedibili agli investitori e contribuirà a prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell’Ue e del Canada. Inoltre l’Europa avrà così una destinazione per investimenti esteri importante perché ricca di risorse naturali, energia e materie prime, con grandi opportunità per far prosperare tutti i settori dell’economia di Europa, e quindi Italia.

Canada to Italy: la conferenza e gli interventi

Ernesto di Giovanni, Amministratore delegato di Utopia, porge i saluti di benvenuto, introducendo gli argomenti approfonditi in seguito dagli ospiti relatori: Canada e Italia condividono una storia simile, hanno incrociato le proprie strade diverse volte, sono spesso su una linea di understatement e sharing ideas anche in sede ONU, quando si discutono problematiche di ordine e importanza globale. Viene detto chiaramente durante il corso dell’evento, e anche nell’introduzione presa qui in esame, che deve essere deciso e stabilito il ruolo che l’Europa dovrà giocare nel 21esimo secolo, nel campo geopolitico, identitario, e in quello della globalizzazione. Visto da una prospettiva Italiana, il CETA rafforzerà i legami con il Canada, un partner privilegiato per l’espansione delle imprese tricolori, ricco di energia e materie prime, caratterizzato da un alto livello di istruzione, qualità della ricerca tecnologica e settore dell’innovazione. Il Canada è il terso Paese al mondo produttore di gas dopo Stati Uniti e Russia, dettaglio da non sottovalutare considerata la crisi Ucraina e i rapporti attuali con la Russia. L’accordo potrebbe aprire la via ad una nuova relazione transatlantica.

Gianluca Ansalone, analista politico, coordinatore degli interventi, introduce l‘On. Noel Kinsella, ex Presidente del Senato Canadese. Personalità di grande prestigio e cultura, ci tiene a sottolineare che ha studiato filosofia in Italia, Paese al quale è molto legato. Parla del CETA, ma in una prospettiva più direttamente Italiana, non generale Europea. Definisce i rapporti tra Italia e Canada: nessun ostacolo fisico le separa, solo un oceano, ed è cosa di poca rilevanza vista la potenza navale che l’Italia ha avuto storicamente e continua ad avere ancora oggi. Si parla di un nuovo possibile Rinascimento, di opportunità per aiutare l’Europa a crescere e con essa le singole entità nazionali forti che si porta dietro, quelle degli Stati Membri. L’espansione attraverso questa nuova alleanza potrà essere vantaggiosa e forte.

Antonio Martino, ex Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Ministro della Difesa, prende la parola per l’intervento successivo. Viene approfondita l’importanza dei rapporti e degli scambi commerciali tra le nazioni, argomento introdotto da questa citazione di Frederic Bastiat, famoso economista: “Dove non passano le merci, passano gli eserciti”. Martino ricorda come spesso il protezionismo sia stato scintilla, innesco per scontri e guerre. Il mercato unisce, la guerra divide: il commercio è la base fondamentale dell’unione delle Nazioni e degli Stati. Una parentesi storica ci porta a identificare così la nascita della stessa Unione Europea, che, non ancora matura per rappresentare una forte unione politica, pone le basi e nasce come unione commerciale, con la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). Il commercio è un potentissimo fattore di sviluppo. La libertà di movimento dei capitali è un forte controllo sul potere degli Stati, aiuta la democrazia e limita gli assolutismi e le dittature.

Il panel prosegue con l’introduce dell’On. Paolo Tancredi, Vice Presidente della Commissione Politiche per l’Unione Europea, Camera dei Deputati. In questo intervento viene definito il ruolo dell’Unione Europea come possibile grande potenza occidentale, si parla di unione di democrazie, di paesi con mercati saturi che possono trovare il modo di essere ancora delle grandissime potenze mondiali, solo se si effettua un cambiamento drastico. Secondo l’On. Tancredi è giunto il tempo in cui l’Europa deve nascere come entità forte, unica, abbandonando le singole entità nazionali a favore di una Europa unica: il tempo della cessione di sovranità è giunto. A tal proposito, per chiarire meglio il concetto, riprende una citazione di Kissinger: “Quando devo chiamare l’Europa, non so che numero fare”.

Elogia il Canada come Paese al mondo in cui sono ancora fondamentali e prospere le economie tradizionali quali manifatturiera, agroalimentare, oltre che sviluppo e innovazione.

La giornata prosegue con il keynote speech di Benedetto Della Vedova, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale. Il CETA, così come il TTIP (Transatlantic trade and investment partnership, negoziati Usa, Ue), se andasse a buon fine, sono tutti accordi di forti e libere democrazie che scelgono la strada del libero scambio come nuovo sentiero da percorrere nel 21esimo secolo. L’integrazione tra economie e democrazie di questi tempi è essenziale, soprattutto viste le minaccie e le tensioni internazionali emerse di recente. Le democrazie devono restare unite, la politica commerciale è la vera politica da seguire, così come la storia dell’Europa insegna. Integrazione e scambi commerciali tra democrazie non fortificano soltanto le economie e i mercati, rinsaldano il futuro e i valori condivisi, valori democratici essenziali per preservare lo Stato di Diritto. L’economia può creare dei fortissimi legami. Della Vedova ha dichiarato: “Ogni grande accordo commerciale ha un substrato politico e una motivazione ideale. Nel caso del Comprehensive Economic and Trade Agreement tra Ue e Canada, ben oltre gli evidenti e reciproci vantaggi economici, c’è il rafforzamento delle relazioni e della cooperazione tra due grandi libere democrazie del pianeta. Per l’Europa, il CETA sarà un utilissimo paradigma per il TTIP con gli Stati Uniti e per l’accordo con il Giappone .”

La conclusione dei lavori viene “affidata” al Vice Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda che ha commentato: “L’Italia giudica più che positivamente il testo dell’accordo sottoscritto con il Canada. L’intesa garantirà l’eliminazione del 100% dei dazi per i prodotti industriali e del 96,3% per i prodotti agricoli e trasformati. Ritengo che il CETA darà luogo ad un considerevole incremento delle opportunità di scambio economico-commerciale dell’Italia con questo importante partner, un Paese che rientra nei mercati maturi, ma caratterizzati dalla grande propensione al consumo e dagli alti livelli di reddito”.

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