Antonio Cassarà,  detto Ninni,  fu un poliziotto italiano capo della sezione investigativa della Squadra mobile di Palermo assassinato il 6 Agosto 1985 da Cosa Nostra.

Nato il 7 maggio 1947, Ninni Cassarà fu uno stretto collaboratore di Giovanni Falcone e del pool antimafia della Procura di Palermo. Padre di tre figli,  dedico’ la sua breve vita soprattutto alle indagini sul clan Cosa Nostra, collaborando con la questura di Palermo. Tutto ciò,  ovviamente,  fece di lui un bersaglio della mafia.  Il 6 agosto 1985, infatti, rientrando dalla questura nella sua abitazione di Via Croce Rossa a Palermo, a bordo di un’Alfetta e scortato da due agenti, Ninni Cassarà fu violentemente colpito, insieme a una delle due scorte. la mafia colpì attraverso gli spari di un gruppo di nove uomini armati di fucile AK-47 appostati sulle finestre e sui piani dell’edificio in costruzione di fronte la palazzina di Cassarà. Ninni spirò sulle scale di casa tra le braccia della propria moglie Laura, accorsa in lacrime dopo aver visto l’accaduto dal balcone della propria abitazione. Dopo l’assassinio, dalla questura sparì la sua agenda, nella quale si presume fossero annotate importanti informazioni. La vicenda di Cassarà rimase aperta fino al febbraio del ’95, quando la Corte d’ Assisi di Palermo condannò all’ergastolo cinque componenti del clan Cosa Nostra,  tra i quali Toto’ Riina, come mandanti del delitto. Antonio Cassarà è sepolto nel cimitero di Sant’Orsola a Palermo e ricevette, in seguito alla sua morte, una Medaglia d’oro al valore civile.
L’omicidio di Cassarà fu solo l’ennesima esecuzione di mafia che,  negli anni ’80, ha visto cadere oltre mille vittime sotto i colpi dei sicari dei boss. RAI Cultura, in collaborazione con la Scuola Superiore di Polizia,  realizzò, a trenta anni dalla sua morte, un documentario dal titolo “Ninni Cassarà,  un bravo poliziotto”  per rendere omaggio e ricordare la figura di Cassarà,  grande investigatore e leader carismatico.

 A cura di Linda Pacifico.

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