La caduta del muro di Berlino è un evento della storia contemporanea che spesso la memoria collettiva tende ad archiviare. I luoghi e i tempi della Guerra Fredda hanno tormentato il mondo e la Germania, un Paese che è stato diviso in due dagli esiti della seconda Guerra Mondiale.

Il muro di Berlino, un sistema di fortificazioni, ha impedito la libera circolazione delle persone dalla Berlino Ovest alla Berlino Est. Questa divisione è stata simbolo di un conflitto silente e logorante.

Dal 13 agosto del 1961 fino al giorno della caduta del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, la città e i suoi abitanti hanno vissuto un periodo drammatico. Tra Berlino Ovest e Berlino Est, la fortificazione della frontiera è stata la costruzione di due muri paralleli di cemento armato, separati da una striscia di terra soprannominata “Todesstreifen”-striscia di morte, perché lì in molti, cercando di scappare, hanno trovato la morte. Si contano circa duecento persone uccise nel tentativo di raggiungere la Berlino Ovest.

Il governo della Germania Est, il 9 novembre 1989, annuncia che si può nuovamente circolare in modo libero tra le due parti della città. A questa comunicazione è seguita l’immediata reazione dei cittadini, che in massa hanno iniziato ad arrampicarsi sul muro per superarlo e raggiungere cari, parenti, amici che da anni non vedevano più. Successivamente diverse parti del muro sono state demolite e portate via.

La caduta del muro di Berlino è stato un evento che ha segnato l’inizio della riunificazione tedesca, che formalmente si ritiene operazione conclusa solo nel 3 ottobre 1990.

Berlino ricorda ancora il 9 novembre 1989, tanto che ancora oggi la città custodisce parti del muro. Quando il governo della Germania dell’Est ha deciso di vendere ciò che restava del muro, ha permesso di conservarne parti ancora oggi visibili.

Bauerstrasse è dove una parte di muro, lunga ben 300 metri, è classificata monumento storico. L’architetto e artista Sven Kohlhoff nel 1998 ha racchiuso il muro in placche d’acciaio, creando così un effetto ottico incredibile, in cui il muro si riflette.

Anche a Muhlenstrasse si trova una parte del muro, la East Side Gallery. La più grande galleria d’arte all’aperto del mondo: 1 km e 300 mt di murales, dipinti nel 1990 da artisti famosi e sconosciuti, provenienti da 21 Paesi diversi.

Il simbolo però del ricordo di questo avvenimento storico e di quanto c’è alle sue spalle è raccontato oggi nel museo del Muro, che si trova presso il Checkpoint Charlie di Friedrichstrasse.

LASCIA UN COMMENTO

1 COMMENT

Comments are closed.