Cornucopia Obsession, food porn e arte

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Elio Varuna food porn
foto @RobbiHuner

ʺCibo da mangiare con gli occhiʺ, è la nuova tendenza, meglio conosciuta come food porn, che imperversa negli ultimi tempi in Italia e che fa degli scatti legati al cibo una social mania da condivisione di cui non si può fare a meno.

Dal 10 dicembre, la mostra Cornucopia Obsession, allestita negli spazi del Margutta Vegetarian food&art, ci racconta proprio questo viaggio incredibile alla riscoperta della dimensione erotica del cibo, una guida che suggerisce non tanto come resistere, ma piuttosto come cedere alle tentazioni del sublime con un po’ di ironia. Della serie fatevi tentare! Detto fatto…

Visitabile gratuitamente fino al 10 febbraio 2016, la collettiva, curata da Francesca Barbi Marinetti in collaborazione con la Galleria Federica Ghizzoni, propone 7 differenti chiavi di lettura; tante quanti sono gli artisti esposti. Con un comune denominatore: il food porn, l’ossessione per il cibo declinata in salsa pop.

Nata da un’idea di Tina Vannini, proprietaria dello storico locale romano, e dell’imprenditrice culturale Barbi Marinetti, la rassegna colpisce per l’innovazione dei linguaggi espressivi. E in particolare, per i loro forti rimandi simbolici, le opere di Elio Varuna, uno dei più grandi talenti del Pop Surrealism made in Italy, dell’illustratore Marco Colletti, e dell’inglese Sara Baxter, inserita nel movimento della Pop Up Revolution accanto a nomi importanti come Basquiat, Haring, Warhol, Obey.

La dicotomia del cibo, nella contrapposizione tra classicità e moderno, si ritrova anche nelle opere, alcune delle quali scaturiscono proprio da un confronto con la tradizione. Come le figure antropomorfe del dittico di Colletti, la cui produzione artistica è un misto di fotografia e rielaborazione pittorica del digitale. L’Ile des Charmes I e II fanno parte di un ciclo di opere dal titolo Visions il cui set è ambientato nelle rocce di Capri, ed esprimono un viaggio metafisico dell’uomo. Il primo, richiamo all’Isola dei morti di Arnold Böcklin, dipinto preferito da Hitler, ci racconta di un tempo sospeso, con la presenza dell’acqua e dei petali di fiore ad indicare un passaggio che si compie inevitabilmente nell’altra opera. Citazione a L’isola dei giocattoli di Alberto Savinio, nel labirinto ricostruito di Villa Lante a Bagnaia, fanno la loro comparsa arcobaleni di caramelle e dolci-balocchi a testimoniare la volontà sopita di ripescare nella memoria infantile i ricordi dell’anima.

Da un elemento del passato (infatti si ispira ad una cartolina tedesca di auguri del 1911) nasce invece Phitosophia, l’opera di Varuna che apre la mostra. Il mondo pittorico dell’artista romano è costellato di personaggi rossi che ricordano una macchia di colore con bocca, denti ed arti. I tuty, scaturiti dall’immaginazione dell’artista mentre era alle prese con un ritratto di Frank Zappa, sono il suo marchio d’autore, un tentativo di interpretare le cose della vita in maniera più zen ʺperché – come spiega –contrariamente a quanto si pensa, esistono artisti pop con vite travagliate e trattare temi importanti con maggiore leggerezza aiuta a rendere l’arte più accessibileʺ. Infine, per gli appassionati del fumetto e dei supereroi, sosta obbligata davanti ai barattoli di Sara Baxter marchiati con la sigla di Captain America, Batman e Superman ammucchiati in contenitori di plexiglass a volere ricordare che Braccio di Ferro, senza spinaci, è spacciato.

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