Il 24 Dicembre 1927 nasce il politico e sindacalista italiano Pio La Torre, fautore di una continua lotta contro le ingiustizie e contro la mafia che lo ha contraddistinto durante tutta la sua carriera.

Pio La Torre nasce il 24 Dicembre del 1927 nella frazione di Altarello di Baida, del comune di Palermo, in una famiglia di contadini poco abbienti, da padre palermitano e madre lucana. Per questo motivo fin da giovane si impegna e distingue nella lotta a favore dei braccianti, finendo oltretutto in carcere, prima nella Confederterra, successivamente nella Cgil, e infine aderendo al Partito Comunista Italiano.

Pio La Torre

Dopo una serie di successi personali nella carriera politica, cominciati nel 1952 con l’elezione al consiglio comunale di Palermo, La Torre nel 1969 si trasferisce a Roma per dirigere prima la Commissione agraria e poi di quella meridionale. Messosi inoltre in luce per le sue straordinarie abilità politiche, Enrico Berlinguer decide di farlo entrare nella Segreteria Nazionale di Botteghe Oscure.

Nel 1972 La Torre viene eletto deputato alla Camera nel collegio Sicilia occidentale, e subito in parlamento decide di occuparsi di agricoltura. Il dato più rilevante che riguarda il suo operato è la proposta di legge introducente il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni- La Torre) e la successiva confisca dei beni alla mafia.La Torre e Berlinguer

Rieletto alla Camera nel 1976 e nel 1979, è stato componente della Commissione Parlamentare Antimafia fino alla conclusione dei suoi lavori nel 1976. Nello stesso anno collabora come redattore per la relazione di minoranza della Commissione Antimafia, la quale accusava duramente personalità quali Giovanni Gioia, Vito Ciancimino e Salvo Lima, oltre ad altri uomini politici, di intrattenere rapporti con la mafia.

Nel 1981 Pio La Torre decide di tornare in Sicilia per riassumere la carica di Segretario Regionale del partito. Svolge così la sua più importante battaglia contro la costruzione della base missilistica NATO a Comiso, che, secondo il politico, rappresentava una forte minaccia per la pace nel Mar Mediterraneo e per la stessa Sicilia.

Il 30 Aprile del 1982 alle ore 9:20, a bordo di una Fiat 131 guidata da Rosario Di Salvo, Pio La Torre viene colpito da raffiche di proiettili. Al funerale hanno preso parte centomila persone tra cui Enrico Berlinguer, artefice del discorso.

Poco tempo dopo l‘omicidio viene rivendicato dai Gruppi Proletari Organizzati. L’uccisione in realtà viene successivamente indicata dai pentiti Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia e Gaspare Mutolo come delitto di mafia: La Torre viene perciò ucciso in seguito al disegno di legge riguardante per la prima volta nella storia della Repubblica il reato di Associazione mafiosa e la confisca dei patrimoni mafiosi. La Torre sparatoria

Quattro anni dopo la sparatoria, nel maggio del 1986, nasce ad Alcamo il “Centro di studi ed iniziative culturali Pio La Torre”. Missione del centro è quella di valorizzare il patrimonio ideale e politico segnato dalla vita e dal grandioso operato del politico realizzando e promuovendo studi, iniziative e ricerche riguardanti la mafia e i problemi che affliggono la società contemporanea.

Particolare attenzione è poi rivolta alle nuove generazioni, grazie ad un progetto educativo promosso dall’associazione che coinvolge ogni anno oltre cento scuole italiane ed estere, affinchè la possibilità di cambiare le cose non diventi qualcosa di irraggiungibile.

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