“ Wall of kindness ”, la rivincita della condivisione

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Wall of kindness

Sembra essere l’iniziativa che scuote e mobilita centinaia di persone, coinvolte in una rivoluzione internazionale: si chiama Wall of kindness, muro della gentilezza, e prende avvio dall’Iran per sbarcare in Italia.

“Quello che è mio, è tuo”; sembra essere questo il simbolico ritornello di una canzone di solidarietà in grado di esprimere il concetto fondamentale che è alla base di una nuova, rivoluzionaria iniziativa, che prende il nome di Wall of kindness, letteralmente muro della gentilezza: aiutare le persone che hanno difficoltà nel vestirsi per affrontare al meglio le stagioni e le avversità correlate alla vita da strada.

Wall of kindness teheran

Una rivincita del gesto spontaneo dunque, troppo spesso abbandonato o dimenticato, che prende avvio dall’ Iran; la “pratica” di questi muri infatti si è diffusa prima di Natale concentrandosi in particolare a Teheran, dove il numero dei senzatetto è purtroppo un costante crescendo; l’iniziativo ha successivamente spopolato in altre città, soprattutto grazie alle foto pubblicate sui profili Twitter e Instagram con l’hashtag #WallOfKindness. Sembra comunque che il primo muro della gentilezza sia stato quello realizzato nella città di Mashad, nel nord dell’Iran, ideato da un anonimo.

“Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ti serve, prendilo” è la scritta impressa sui muri dove è possibile lasciare e prendere vestiti, insieme ad ogni altro oggetto utile ad agevolare le pesanti condizioni di vita di molte persone, tra cui donne e bambini; il muro è infatti ricoperto di ganci appositi e scarpiere necessari a mantenere in buono stato, per chi ne beneficia, gli indumenti e gli oggetti donati.

Wall of kindness Iran

L’iniziativa sembra aver preso piede anche in Italia, precisamente a Bologna, dove è stato creato un apposito e particolare Wall of kindness, fatto di vestitini, giocattoli, libri e peluche, lasciati dagli stessi bambini presso l’asilo nido “La trottola”.

Sulla recinzione campeggia la scritta colorata “muro della gentilezza” ed è possibile lasciare gli oggetti nelle apposite cassette di plastica trasformate in scaffali; l’invito però non è esteso solo ai piccoli partecipanti dell’asilo, ma vuole coinvolgere tutti i cittadini bolognesi attraverso una spietata lotta all’indifferenza e una comunitaria vittoria del concetto di condivisione.

La città di Parma decide di non essere da meno e, a distanza di qualche settimana dalla prima iniziativa, smantellata nei primi di gennaio e non senza strascichi di polemiche dalle forze dell’ordine, torna a farsi sentire, più prepotente di prima, attraverso un muro in borgo delle Colonne; a farla da padrone questa volta la scritta “I muri, di solito, dividono…questo unisce…non toglietelo!”

Il concetto è sempre lo stesso: tra i doni chiusi in buste di plastica e appesi ai fili si trovano sciarpe e guanti di lana, pasta, beni di prima necessità, giacche a vento. Chiunque voglia insomma, può lasciare qualcosa, chi ha bisogno di qualcosa, può prendere senza dover chiedere.

Una rivoluzione della spontaneità verso l’altro dunque, che sceglie di combattere l’egoismo attraverso la strada dell’integrazione e della condivisione.

Wall of kindness

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