Alimentazione: alla riscoperta della magia “Made in Italy”

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I sapori della tavola, i colori del buon cibo e la corretta alimentazione della “dieta mediterranea”. Com’è cambiata l’Italia in cucina e come si può recuperare la “magia”.

Cresce l’obesità infantile, aumenta l’ipernutrizione.. E l’Italia scende dal podio.

Sesta. È questa la posizione ricoperta dal nostro stivale nell’ambito della Food sustainability index, la ricerca voluta dalla Fondazione Barilla, realizzata da The Economist Intelligence Unit e presentata all’International Forum on Food and Nutrition a Milano.

Il mantra della corretta alimentazione, ripetuto per anni e vanto dell’Italia (da sempre forte di una “dieta mediterranea” esportata in tutto il mondo), sembrerebbe essere oggi un concetto in parte sbiadito eppure ancora fortemente radicato nella cultura nazionale. Nonostante il cambiamento degli stili di vita, l’aumento di cibi pronti, l’introduzione dei fast food nella nostra vita quotidiana e le modalità di consumo dei cibi sempre più frenetiche, accanto a un cambiamento – in negativo – della cultura gastronomica nostrana, la presa di coscienza dell’importanza del recupero di una corretta alimentazione sembra in questi ultimi anni aver iniziato a vivere di vita nuova.

Come?

La rinnovata attenzione ai prodotti biologici e la sempre crescente proliferazione di diete vegane e vegetariane sembrano aver fatto dell’alimentazione uno dei temi più dibattuti del nuovo millennio; così come la riflessione generata dal recente Expo di Milano (“nutrire il pianeta, energia per la vita”, il tema che ha acceso le luci dell’albero della vita negli scorsi mesi a Rho). Eppure, a uno sguardo più attento, il “siamo quello che mangiamo” continua ancora a condizionare le nostre scelte quotidiane e i nostri stili di vita.

La globalizzazione, l’uso di Internet sempre più radicato nei settori più diversi (dallo svago agli acquisti) ha modificato non solo le nostre abitudini di consumo ma indirettamente anche la nostra vita.
Ecco allora che anche la forte influenza del Mediterraneo non basta più agli italiani per alzare la bandiera vincente del corretto stile di vita, perlomeno non a quanti si lasciano quasi completamente risucchiare dallo schermo, trascurando quello che una volta era il “rito” del pasto.

Come recita il sito Unesco infatti “la dieta mediterranea è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni racconti e leggende”. Ed è questa magia che l’Italia deve recuperare.

Ritorno alle origini…

Da qui nasce l’ “attivismo alimentare”: dall’agricoltura sostenibile, al contrasto allo spreco del cibo fino all’accensione dei riflettori su quanto il tema dell’alimentazione sia legato a quello della salute. Cosa metti a tavola diventa amico o nemico della tua salute. E allora proprio per questo, nel periodo prenatalizio, nasce l’invito a cena della LILT di Ceprano. “Alimentazione come prevenzione primaria” è il nome della cena di raccolta fondi organizzata per il 7 dicembre presso il ristorante Borgo Antico di Ceprano, nata per migliorare ed ampliare l’attività di promozione delle buone pratiche di prevenzione dei tumori.

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I contributi raccolti aiuteranno a rendere possibile una maggiore capacità di intervento dei volontari sul territorio, attraverso l’avvio di nuove campagne di sensibilizzazione e l’organizzazione di giornate di screening gratuiti.

Un primo passo verso il recupero di quella “magia” del mangiare bene che ha fatto dell’Italia il paese solare – e non solo climaticamente parlando – riconosciuto nell’immaginario collettivo e da sempre amato. Perché in fondo, come disse l’inglese Virginia Woolf

“uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”

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