Diodato: viaggio nella musica al Monk di Roma

0
1321
diodato

Diodato in concerto a Roma: un viaggio attraverso il nuovo album di inediti, in una prova ancora abilmente superata dal cantautore.

Andare ad un concerto di Diodato non è semplicemente andare ad un concerto, ma è fare un vero e proprio viaggio nella sua intimità e soprattutto nella nostra.

Quando due anni fa abbiamo assistito al suo spettacolo all’Auditorium Parco della Musica di Roma ci siamo augurati di ritrovarlo presto dal vivo con un nuovo piccolo capolavoro e siamo stati accontentati.

Mercoledì 8 febbraio in concerto al Monk di Roma, Diodato ci ha presentato “Cosa siamo diventati” il suo nuovo album di inediti uscito il 27 gennaio scorso, dandoci nuovamente prova di quanto possa essere istrionico.

Prova superata

Antonio non è solo un talento con una bella voce, è molto di più. È un contenitore di emozioni diverse che esplodono ad ogni pezzo e ti danno una scossa elettrica all’anima. La forte comunicatività è la caratteristica principale dei suoi live e di questo suo nuovo lavoro che contiene dodici brani bellissimi, intimi, maturi e così sinceri che pur essendo autobiografici sembrano scritti per tutti noi. Il secondo disco di inediti è sempre un passaggio cruciale per un cantautore ma Diodato ha brillantemente superato la prova dimostrando ancora una volta che non bisogna per forza scegliere di essere rock, pop o sentimentali, ma che si può essere tutto questo mantenendo sempre una propria coerenza e una propria originalità stilistica e soprattutto che si può trattare l’argomento amore senza essere esageratamente noiosi e sdolcinati.

Questo suo nuovo lavoro merita di essere ascoltato con attenzione perché c’è un lavoro enorme dietro che merita tutto il nostro tempo. La cura dei dettagli è minuziosa e l’incastro di voce-arrangiamento-testo è così complesso da avere però un impatto immediato.

Sul palco

Diodato sul palco è un uragano di energie, canta, balla, si sbraccia e ti contagia facendoti venire voglia di saltellare insieme a lui, ma la ricchezza delle sue performance sta nel riuscire ad alternare questi momenti a quelli più privati in cui sembra volerti prendere per mano e portarti nel suo io più nascosto. Insomma un vero istrione dotato tra l’altro di una tecnica vocale impeccabile e perfettamente modellata sugli arrangiamenti di tutti i brani.

La scaletta della serata si è concentrata principalmente sui brani di “ Cosa Siamo Diventati” ma non sono mancati i bei tuffi nel passato con pezzi come “Ubriaco”, “Capello Bianco”,  “ Se solo avessi un altro”, “I miei demoni”, “Ma che vuoi”, “Amore che vieni amore che vai” e la splendida “Babilonia”. Protagonisti insieme a Diodato i suoi sapienti ed esperti musicisti, Daniele Fiaschi (chitarra elettrica), Alessandro Pizzonia (batteria), Duilio Galioto (tastiere), Simone De Filippis (basso), che contribuiscono  in maniera eccellente alla buona riuscita del live dandogli concretezza e unicità.

Non c’è che dire, Antonio dimostra sempre di essere un autore, un interprete e un performer davvero eccellente che meriterebbe palchi anche più grandi ma la serata è stata bella anche per questo suo essere così calda e intima. A fine concerto i musicisti sono scesi dal palco e si sono mischiati al loro pubblico mostrando un altro lato del fare musica, il lato bello, pulito, quello della canzone italiana di un tempo.

LASCIA UN COMMENTO