La Febbre del Sabato Sera.. Nel pomeriggio di Roma

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la febbre del sabato sera

La Febbre del Sabato Sera: al Teatro Olimpico di Roma camicie glam, disco music e anni ’70 incontrano l’attualità del “Dopo di Noi”.

Due storie che si intrecciano al Teatro Olimpico di Roma per dare vita il 18 febbraio a un sabato pomeriggio diverso dal solito: quella de La febbre del Sabato Sera e quella dell’associazione Comunità Il Carro Onlus.

“We can try to understand the New York Times’ effect on man”

La prima, quella de La Febbre del Sabato Sera, la sappiamo (quasi) tutti: New York, anni ’70. Tony Manero è un italo-americano che insieme ad un gruppo di amici spacconi e spavaldi quanto lui, come nei migliori luoghi comuni dell’epoca, dà nome e volto a una generazione specifica. La generazione americana degli anni settanta, appunto, divisa tra il mondo luccicante della disco music e i problemi legati all’età, al ceto sociale, alla razza e al periodo storico. Sulle note di Stayin’ Alive la passione per il ballo si confonde così con storie di affetti, violenze e insofferenza per una vita nella quale per trovare la propria strada bisogna superare prove e procedere per tentativi.

Dal film cult che ha consacrato John Travolta sullo schermo sono passati 40 anni e si sono succeduti riconoscimenti e una serie di adattamenti che hanno mantenuto Saturday Night Fever un fenomeno sempre attuale. E così quest’anno, a Roma, è la compagnia del Teatro Nuovo di Milano con la regia di Claudio Insegno a portare al Teatro Olimpico di Roma (fino a domenica 19 febbraio) il completo bianco e il ciuffo nero all’insù di Tony Manero.

“I’ll live to see another day…”

In questo contesto si inserisce la seconda storia, quella dell’Associazione Il Carro Onlus, una comunità che in più di 25 anni di attività ha dato e continua a dare sostegno a ragazzi con disabilità gravi, non assicurati dalla convenzione con il Comune, che non hanno più la possibilità di avere un supporto familiare. Il “Dopo di noi” quindi che irrompe nella realtà, attraverso il palcoscenico di uno dei teatri storici della Capitale. La legge, approvata in via definitiva alla Camera il 14 giugno 2016, nasce infatti proprio per «favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità» (articolo 1 del testo) anche dopo la morte dei propri parenti. Un aiuto per permettere alle persone affette da disabilità di continuare a vivere a casa o in strutture gestite da associazioni, come quella in questione.

Sabato 18 febbraio, alle 16, il pomeriggio dei tanti ragazzi affetti da disabilità mentali o fisiche, quello dei volontari che li assistono e quello del cast de La Febbre del Sabato Sera si concentrerà tutto in un unico posto, alle spalle del Tevere. Lo spettacolo andrà infatti in onda in una replica pomeridiana speciale la cui organizzazione sarà gestita dall’Associazione per dare vita a un momento di raccolta fondi ma soprattutto per vivere qualche ora di festa, incontro e informazione sull’attività delle due case famiglia gestite dai volontari de Il Carro.

Su il sipario!

Chiediamo a Matteo, coordinatore dell’Associazione insieme alla moglie Ivana, di raccontarci questa “prima volta” e scopriamo che già da qualche anno Il Carro sperimenta la formula del teatro per raccontarsi e raccontare storie ai propri ragazzi, ovviamente invitati tra il pubblico. Così dopo aver collaborato con il Teatro Sistina e il Brancaccio quest’anno si è aperta per la comunità la prima opportunità all’Olimpico. E la Febbre del Sabato Sera, in musical, sembra essere il perfetto spettacolo “per tutti” per aggiungere questo nuovo palco agli altri grandi nomi disposti ad accendere i riflettori su problemi tanto importanti quanto, talvolta, dimenticati.

Quindi porte aperte, ancora per qualche giorno, per farsi contagiare dai glitterati anni ’70 e dalla Febbre del Sabato Sera. E per quella “del pomeriggio” è invece ancora possibile rivolgersi all’Associazione Il Carro alla mail associazione@ilcarro.org o provare a presentarsi direttamente in teatro prima dell’inizio dello spettacolo.

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