Rendez Vouz: il festival del nuovo cinema francese

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Sette città per il Festival Rendez Vouz che racconta la quotidianità, la realtà culturale e sociale francese.

Si apre una nuova finestra per portare un po’ di aria bretone in terra italiana, con Rendez Vouz il Festival del Cinema Francese.

Un viaggio lungo circa cinque settimane per presentare più di 35 titoli del cinema d’Oltralpe che attraverserà sette città nostrane: Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Milano, Palermo, Torino.

E se è vero che “non esiste cinema senza il pubblico”, come ha ricordato l’ambasciatrice francese Catherine Colonna salutando la sala gremita per la prima proiezione romana, allora il festival inizia sotto un buon auspicio.

Rendez vous 1

Roma la prima tappa del Festival

La prima proiezione a Roma è stata quella del film Sage Femme – Quello che so di lei diretto da Martin Provost, e presentato fuori concorso alla 67° Berlinale. Un “inno alla vita” secondo Vanessa Tonnini direttrice artistica del Festival per il film che sarà distribuito dalla Bim nelle sale italiane a maggio.

Due Catherine a confronto, unite dal profondo legame per lo stesso uomo, anche se in modo diverso. La Frot nei panni di una dedita ostetrica, Claire, donna tutta di un pezzo, razionale e obiettiva che si ritroverà con il cuore in mano a offrire allo spettatore la pienezza di se stessa e del suo personaggio. La Deneve, che interpreta in modo egregio, Béatrice, che mostra come la vita sia fatta di scelte, spesso istintive e piene di conseguenze spiacevoli, di improvvisazioni, di rimorsi e rimpianti, ma che fa vedere che il bello della vita è “vivere”.

Altra proiezione della serata inaugurale è stata Le ciel attendra, di Marie-Castille Mention-Schaar, già presente al Festival di Locarno e al Festival di Roma. La pellicola tratta del fenomeno della deradicalizzazione islamica incrociando su pellicola le storie di Sonia e Melanie, giovani adolescenti adescate da Daesh su internet. Un film che svela lentamente come cresce e si innerva il proselitismo e che racconta la dirompenza che questo fenomeno può avere nelle famiglie.

Una manifestazione reale, come riporta l’ intervista di una delle madri che ha visto partire la propria figlia per la Jihad, anche se marginale, come già aveva riportato la stampa estera. Nel film, denso di emozioni, spicca il ruolo della mediatrice culturale del centro di deradicalizzazione, interpretato dalla mediatica antropologa Mounia Bouzar, che nel 2014 ha fondato il Centro di prevenzione contro le derive settarie (Cpdsi), definita da Le Monde Mme Déradicalisation.

Tanti i temi trattati in questo Festival che mostrano uno spaccato culturale della società francese senza rinunciare ad attori del calibro di Natalie Portman in Planetarium, di Kristen Stewart in Personal shopper, o di Alba Rohrwacher in La mécanique de l’ombre – La meccanica delle ombre.

Gli appuntamenti a Roma e non solo continueranno fino al 9 Maggio: attesi gli incontri e i focus speciali con Clotilde Courau, Louis Garrel, Diane Kruger.

Buona visione!

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