Animali marini e spiagge a rischio plastica e inquinamento

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Animali marini e spiagge a rischio plastica e inquinamento

Plastica, rifiuti e danni ecologici. Il turismo estivo è una delle principali cause dell’inquinamento di spiagge e fondali. Qualcuno lo ha capito ed è intervenuto.

Siamo nel vivo della stagione estiva ed inesorabilmente, con l’aumentare dei turisti presso località costiere e balneari, aumentano anche i rifiuti abbandonati. La grande quantità di rifiuti lasciati sulle spiagge, non solo mina visivamente il panorama, ma impatta gravemente sugli ecosistemi marini, mettendo in pericolo non poche specie di animali. La plastica è la principale causa della morte di un elevato numero di animali d’acqua, il primo tra tutti è la tartaruga marina, e inoltre si stima che ogni anno circa un milione e mezzo di animali muoiano rimanendone intossicati scambiando i rifiuti di plastica per cibo.

Un esempio di ciò sono le balene che, scambiando micro particelle di plastica per plancton, ne ingeriscono considerevoli quantità, causando gravi e irreversibili danni all’organismo.  Il turismo estivo e più in particolare l’incuria umana svolgono un ruolo prominente nell’inquinamento delle coste e dei fondali.

Animali marini e spiagge a rischio plastica e inquinamento

Associazioni e volontari in spiaggia contro la plastica

Grazie alle maggiori informazioni e alla crescente sensibilizzazione in materia, sempre più associazioni e volontari collaborano attivamente nella pulizia delle spiagge e dei fondali. Quest’anno, infatti, il WWF Italia ha organizzato il tour plastic free 2019, finalizzato alla pulizia e alla raccolta dei rifiuti di plastica sulle spiagge e sui fondali di molte regioni italiane.

Molte associazioni di diving, invece, hanno aderito alle iniziative di Clean See Life, con l’impegno di organizzare almeno una pulizia dei fondali ogni anno, ed in oltre, i loro allievi verranno sensibilizzati ad una maggiore attenzione nei confronti della pulizia e dell’inquinamento dei mari, creando così0 un effetto a cascata per le future generazioni di sub.

L’Associazione Legambiente con il Progetto Spiagge e Fondali Puliti, con una capillare presenza in numerose Regioni d’Italia da nord a sud, ha pianificato molti eventi sulle spiagge, non solo con lo scopo di raccogliere i rifiuti, ma organizzando anche delle attività di educazione ambientale.

Le isole di plastica: l’importanza del corretto smaltimento dei rifiuti

Molto spesso si dà uno scarso peso a quelle piccole azioni quotidiane, come la raccolta differenziata, che in realtà hanno grandi capacità risolutive e contenitive. A causa dell’elevato consumo di materiale di plastica, anche il suo smaltimento diventa difficoltoso. Le irrispettose condotte umane, che vedono lo scarico in mare di numerosi rifiuti, hanno permesso la formazione di grandi isole di plastica galleggianti in tutti gli oceani del pianeta. La più grande, individuata per la prima volta in rapporto degli anni ‘80, è posizionata nell’Oceano Pacifico centro settentrionale. L’immissione indiscriminata di rifiuti negli oceani ha compromesso il corretto funzionamento di interi ecosistemi, e ora sarà sempre più difficile rimediare agli errori commessi.

Turismo estivo consapevole e condotte ecologiche. Piccole azioni, grandi risultati

Basterebbe poco per diminuire l’inquinamento, un comportamento maggiormente consapevole eviterebbe l’abbandono dei rifiuti su spiagge e in mare, e la raccolta  differenziata dei rifiuti favorirebbe il corretto smaltimento della plastica. Le attività di volontariato di pulizia e di tutela degli ecosistemi marini, oltre a restituire l’habitat agli animali, potrebbe aumentare il senso civico per l’attuale e le successive generazioni, permettendo così una sempre maggiore attenzione e rispetto verso la fauna marina.

Molto spesso si dà per scontato che il nostro pianeta si rigeneri automaticamente e che le sue risorse siano infinite, ma non è così. Prima o poi pagheremo i danni per la nostra incuria e mancanza di rispetto verso uno dei principali ecosistemi che regola il corretto funzionamento del ciclo della vita. Adesso, però, si hanno a disposizione i mezzi e la conoscenza necessaria per far fronte a questo problema, bisogna agire.

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