Dal Covid all’anno nuovo: la reazione del mondo dello sport

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Dal Covid all'anno nuovo: reazione del mondo dello sport

Con l’avvicinarsi del nuovo anno, abbiamo cercato di analizzare meglio i sentimenti che abbiamo dovuto trattenere nel 2020, ma che speriamo trovino sfogo nel 2021. Più che sfogo, ciò che è attesa, soprattutto parlando di sport, è una reazione. Vediamone alcune.

Dopo lo stop…

Il nuovo anno, il 2021, parte carico di speranze, sogni, desideri e soprattutto, più che di buoni propositi, di “reazioni”. Quest’ultima probabilmente è la parola più adatta ad esprimere lo stato d’animo di molti di noi, costretti da un anno circa a vivere una vita a metà. Soprattutto, questa parola è adatta ai molti sportivi, famosi e non, costretti loro malgrado a “imbottigliare” dei sentimenti e delle sensazioni che sono parte integrante delle loro vite.

Durante il lungo lockdown di marzo-giugno, almeno in Italia, sono stati tanti gli atleti costretti ad un riposo forzato. E adesso, gennaio 2021 si presenta come quel momento in cui l’ufficiale di gara sta per sparare in aria il colpo della partenza, come il semaforo pronto a far scattare la corsa o l’arbitro che dà il fischio d’inizio. Da qui, ognuno col proprio tempo di reazione, cercherà di recuperare quanto perduto.

Reazione “VIP”

Molti eventi sportivi del 2020 sono stati spostati al 2021, per cui molti atleti non vedono l’ora di tornare sul campo anche per dare conto di una reazione tangibile. È il caso di Filippo Tortu, il velocista italiano capace di battere il record di Pietro Mennea, che non ha mai smesso di allenarsi. È di questi giorni la notizia che anche lui purtroppo è stato colpito dal Covid-19: “Non preoccupatevi, passerà” dice ai suoi fan tramite Instagram “E quando sarà passato riprenderò ad allenarmi con ancora più dedizione di prima!”.

Se per Tortu, che di anni ne ha 22, il Covid è l’ennesimo ostacolo da superare, nella pista come nella vita, non è così per Federica Pellegrini. La campionessa del nuoto aveva contratto il virus ad ottobre, nonostante per sua stessa ammissione fosse super-controllata per via dei protocolli di Italia’s Got Talent, show di cui è giudice. “Ho 32 anni e dopo ogni stop lungo per me diventa sempre più difficile recuperare! Se dovesse esserci un altro lockdown, mi ritirerò” ammette amaramente.

Reazione di forza (o di scuderia) quelle invece dell’ormai Sir Lewis Hamilton, costretto a saltare la penultima tappa della F1 a causa del Covid. In molti ipotizzavano che avrebbe saltato anche l‘ultima a Yas Marina, eppure eccolo di nuovo all’interno della sua W11 a tempo di record. Fra il GP del Sakhir e quello di Yas Marina infatti, sono intercorsi solo sette (7!) giorni. “Non ero al 100 per cento” ammetterà Lewis a fine gara e lo si nota anche dalla sua faccia, si sorridente ma comprensibilmente provata.

Chi non vede l’ora di ripartire

E queste sono le reazioni degli sportivi famosi, ma c’è anche un’altra grossa fetta di sportivi che vive nel limbo oramai da un anno. Per esempio, le attività sportive giovanili. Da settembre sembrava ci fosse stata una timida ripresa, ma con ottobre, il Covid è tornato prepotentemente forte e queste attività sono state nuovamente sospese. Come sono stati sospesi i campionati dilettantistici, che in molte piccole realtà sono lo svago del weekend. In entrambi i casi, visto che si parla appunto di piccole società, con possibilità economiche ridotte, le attività sono state sospese per tutelare i tesserati, ma a quale prezzo?

Anche in questi casi, sono in tanti quelli che non vedono l’ora di tornare in campo. Ma il nostro pensiero va soprattutto ai più piccoli, per cui lo sport è fondamentale in termini di socialità e di divertimento. La loro categoria è infatti una delle più colpite, in termini di rinunce, dal gioco alla scuola.

Chiuse anche le palestre, anche qui, per questioni di salute pubblica. Tanti si sono attrezzati in casa o si sono rivolti a internet. Ecco una “reazione” di cui vi avevamo già parlato. Ci sono stati infatti due indicatori aumentati in modo esponenziale durante il 2020: i followers dei personal trainer sui social e l’acquisto di abbonamenti ad app di fitness. Infatti, piuttosto che pagare un abbonamento in palestra e poi non poterlo utilizzare per le aperture a singhiozzo, ci si organizza al meglio, ma sempre con metodo.

Gli unici che riescono a mantenere qualche parvenza di allenamento sono forse i ciclisti e i runners, che magari dovranno rinunciare a qualche maratona e a qualche gara, ma hanno ancora la possibilità di uscire fuori all’aria aperta. Categoria, anche questa, provata dal lockdown precedente.

In ogni caso, abbiamo già avuto segnali di reazione da molte di queste aree. Per esempio, per tanti è stata l’occasione di sperimentare nuove discipline, come lo yoga o di reinventarsi, come alcune squadre di Serie A che facevano le sedute di stretching ed esercizi via Zoom.

Che cosa ci aspetta

Ma, ripetiamo, la reazione attesa è quella del 2021, quella che non solo riporterà gli atleti sul campo, in pista o in vasca. Quella soprattutto che riporterà noi, atleti di tutti i giorni, a divertirci. Quella che ci riporterà a stare insieme e condividere un obiettivo comune. Una reazione che, si spera, riporterà i bambini a scoprire il piacere dello sport inteso come gioco. Una reazione che speriamo ci riporti anche sugli spalti a godere di spettacoli come l’Europeo o l’Olimpiade, a cui assisteremo più in là durante l’anno.

Chiudiamo così, con una frase di Nelson Mandela:

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione”

E’ questo che ci auguriamo e che auguriamo a voi, un 2021 carico di speranza, di gioco, di vita, ma soprattutto, carico di “reazioni”.

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