Sono tante le realtà che cercano ogni giorno di rafforzare la voce e le competenze dei giovani e dei più piccoli, attraverso la diffusione di valori e principi basati sui Diritti Umani. Oggi vi parliamo dei progetti che AICEM realizza, in maniera integrata e trasversale, lavorando in maniera capillare affinché il cambiamento sia efficace e produca risultati a lungo termine all’interno del tessuto sociale e delle realtà locali.
I Progetti e i risultati a lungo termine
AICEM realizza diversi progetti: alcuni sono il frutto delle idee dei Volontari facenti parti dell’Associazione; altri nascono dalla necessità di poter rispondere in maniera adeguata ai bisogni espressi dai partner e dai soci nei diversi contesti locali.
AICEM è Partner ufficiale del “No Hate Speech Movement”, campagna giovanile del Consiglio d’Europa per promuovere i Diritti umani online e offline. Uno dei risultati di questa campagna è il Bookmarks: si tratta di un Manuale del Consiglio d’Europa pensato per aiutare educatori ed insegnanti, ad affrontare i problemi dei discorsi legati all’odio. Il Manuale è stato pubblicato per la prima volta nel 2014 e tradotto in 10 lingue diverse: AICEM si è occupata di curare la traduzione in italiano in collaborazione con il Dipartimento Giovanile del Consiglio d’Europa. Tale Manuale si pone come obiettivo a lungo termine quello di aiutare educatori, animatori, insegnanti e formatori ad operare in Italia sulla base di questi principi. L’ultima revisione, avvenuta nel 2020, include varie attività e informazioni sulla guida CoE “Diritti Umani per gli utenti di internet”.
Contro i discorsi d’odio. Giochi…
Riguardo il tema sui discorsi d’odio, un Progetto interessante è il “Play Against hate”. Lo scopo di tale Progetto è stato quello di fornire ai partecipanti l’opportunità di conoscere e imparare nuove abilità per combattere l’odio attraverso modalità di gioco. Infatti, il prodotto finale di tale Progetto è stato un gioco da tavola, tradotto nelle sei lingue dei Paesi partner, oltre che in inglese. Il gioco si compone di 5 attività e il fine è quello di far riflettere i giovani sul tema dei discorsi d’odio. Lo scopo del gioco è quello di comporre una farfalla con tutti i colori delle diverse attività di cui si compone il gioco. Infine, la persona o la squadra che riesce a fare ciò, dovrà rispondere esattamente ad un quesito o ad una attività decisa dalla squadra avversaria. Se vince, riesce ad ottenere un posto all’interno dell’Albero della vita.
Il discorso dell’odio è un fenomeno abbastanza attuale: un semplice commento offensivo potrebbe trasformarsi in un atto violento. Per questo motivo, l’obiettivo di questi due strumenti, il Bookmarks del Consiglio d’Europa e il gioco da tavola, è quello di dare definizioni specifiche sul tema dei discorsi d’odio e fornire esempi pratici per affrontare il problema. AICEM si sta occupando anche di diffondere il Manuale tra le scuole, istituzioni, associazioni e club giovanili.
Sempre in questo contesto si inserisce il “Memory Game”. La finalità di tale gioco è quella di far riflettere sul tema dei Diritti Umani. Ogni persona dovrebbe accrescere consapevolezza e conoscenza dei Diritti Umani i quali, se violati, determinerebbero un’offesa alla stessa essenza umana. Per far in modo che questi diritti siano rispettati, riconosciuti e tutelati non è sufficiente il lavoro dei governi. Quello che occorre è l’impegno di ogni cittadino e cittadina a rispettare, monitorare e promuovere i diritti umani nelle proprie realtà. I diritti umani non possono essere difesi e promossi dai soli strumenti legali. L’educazione ai diritti umani è essenziale per assicurarsi che siano compresi, sostenuti e promossi da tutti e tutte.
…E progetti
Un altro Progetto implementato da AICEM è SPED (Sports as an Equal Playground), in collaborazione con “Nuorten Akatemia Ry”; “Budapesti Egyesulet a Nemzetkozi Sportert”; “Asociacija Aktyvus Jaunimas” e finanziato da “Erasmus + Programme of the European Union”. I principali risultati del Progetto sono stati il Manuale Didattico e una serie di Podcast. L’approccio ha avuto come obiettivo a lungo termine, quello di incrementare l’accessibilità alla pratica sportiva per giovani provenienti da contesti culturali e socioeconomici diversi, sperimentando i benefici non solo fisici ma anche pisco-sociali che lo sport porta con sé.
Infine, da altri Progetti implementati da AICEM sono nati dei corsi: il Progetto “SOIN”, rivolto a mamme e neo-mamme, ha avuto l’obiettivo di far acquisire la formazione necessaria riguardo temi come la malnutrizione e l’accrescimento di pratiche salutari da adottare per la crescita e il benessere dei bambini; il Progetto “POWERS”, rivolto a 26 partecipanti tra i 18 e i 25 anni provenienti da quattro Paesi, ha avuto come obiettivo quello di far acquisire le conoscenze riguardo l’empowerment femminile, i diritti, la sostenibilità e le competenze e gli strumenti per essere in grado di trovare l’occupazione desiderata.
Per concludere
Ideare, scrivere e poi realizzare un progetto sono tutte fasi dello stesso processo. Un processo che non può far a meno di alcun tassello anche e soprattutto della fase a monte: l’analisi dei problemi e delle violazioni da provare a contrastare concretamente. Il ruolo degli enti di Terzo Settore rimane quindi ancora centrale in questo lavoro che va costruito giorno per giorno. Ed è infatti in quest’ottica che l’associazione AICEM si pone l’obiettivo – attraverso i progetti realizzati e in fase di attuazione – di utilizzare capacità, competenze, immaginazione, energia e passione per creare nuovi modelli sociali e culturali. Modelli in cui tutti conoscano e rispettino i Diritti Umani e si riconoscano in prima persona come attori di cambiamento nella propria realtà sociale.

