Il 23 agosto 1926 muore a New York l’attore italiano del cinema muto Rodolfo Valentino
Nato in provincia di Taranto, da padre italiano e madre francese. Dopo la morte improvvisa del padre, proseguì gli studi in collegio da cui fu allontanato per essere troppo indisciplinato. Dopo il diploma compì un viaggio a Parigi dove si dedicò alla danza. Nel 1913 decide di andare in America con il sogno di diventare famoso. Per poter mantenere la sua vita piena di frivolezze, iniziò a lavorare come cameriere e giardiniere, nel frattempo venne assunto come partner a pagamento per balli di coppia. Visto il suo crescente successo con le signore, riuscì a guadagnare bene e decise di trasferirsi a San Francisco per far parte di una compagnia teatrale di operetta. In seguito andò ad Hollywood, dove iniziò la sua carriera nel cinema facendo la comparsa. Nel 1921 arriva il successo con il film “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”. È dello stesso anno il film “Lo sceicco”, a cui seguiranno “Sangue e arena”, “Aquila nera” e “Il figlio dello sciecco” che uscì nelle sale pochi giorni dopo la sua morte. La sua bellezza e il suo sguardo fascinoso lo resero celebre, tanto che viene considerato il primo sex symbol lanciato dal cinema. Considerato un vero divo, si guadagnò innemerevoli fan che lo osannavano nonché seguivano ogni sua mossa anche per lo stile e il suo modo di vestire. Valentino ebbe molte relazioni, anche omosessuali con attori e registi e si sposò due volte. A causa di un’ulcera gastrica fu ricoverato a New York e in seguito a un’infiammazione dell’appendice fu colpito da un attacco di peritonite. L’operazione a cui fu sottoposto si rivelò inutile, morì all’età di trentuno anni il 23 agosto 1926. La notizia della sua morte scatenò scene di isteria collettiva che culminarono il giorno del funerale con due cortei funebri con decine di migliaia di fan.
