Ingegneri in fuga

Fino a poco tempo fa alcune facoltà come ingegneria erano quelle che davano maggiori possibilità di impiego. Oggi neppure gli ingegneri dormono sonni tranquilli

Laurearsi è sempre stato un traguardo considerato importante e complesso da raggiungere, molti anni fa chi si laureava, spesso trovava lavoro in breve tempo, riuscendo a sfruttare le competenze acquisite all‘università. Man mano con il passare degli anni, con l’evoluzione della società ma non purtroppo dell’economia del lavoro, questo titolo di studio è stato considerato sempre meno valido per poter raggiungere un’indipendenza economica, o per poter essere considerati dei veri specialisti in un determinato settore.

In genere, le materie tecniche e scientifiche sono sempre state quelle che hanno offerto più possibilità di lavoro rispetto alle lauree umanistiche, anche se bisogna dirlo, tutto dipende molto dalla propria capacità di sfruttare il titolo di laurea acquisito. La laurea in ingegneria elettronica, come per esempio questa, è sempre stata considerata molto utile per poter trovare lavoro, gli ingegneri sono sempre stati richiesti in tantissimi ambiti professionali, infatti le branche dell’ingegneria sono ormai tantissime e variegate, oggi l’ingegneria elettronica è quella che più attira i giovani futuri laureandi, che al passo con i tempi si appassionano alle nuove tecnologie, senza pensare ai lavoratori dell’indotto procurato dagli ingegneri in generale.

Ma anche l’ingegneria elettronica oggi non rappresenta una sicurezza, infatti le opportunità di lavoro in questo settore pare siano in calo, come anche le stesse immatricolazioni nelle facoltà italiane di ingegneria anche se altre fonti, invece, sostengono che i laureati in tale materia hanno più possibilità di trovare lavoro. Il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ha rilevato che negli ultimi due anni le immatricolazioni dell’area ingegneristica sono calate del 5,5%, sono in perdita l’Università Politecnica delle Marche con meno un calo del 27,8% di matricole, l’Università di Pavia e l’Università di Salerno sono in perdita rispettivamente del 21,2% e del 17,8%. Il Politecnico di Torino perde il 13,6% di iscritti, seguono La Sapienza di Roma e l’Università di Bologna con un calo del 14% circa di iscritti. A vantare invece un aumento di nuovi studenti sono il rinomato Politecnico di Milano con 8,6% di nuovi iscritti e l’Università Federico II di Napoli con l’8,1% in più di futuri ingegneri.

I dati alla mano non mentono, staremo quindi a vedere cosa ci riserva il futuro, se i nostri ingegneri resteranno in fuga solo dalle nostre università o anche dall’Italia.

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