L’Oriana, storia di una grande donna

Il 3 e il 4 febbraio è stato proiettato nelle sale cinematografiche il film sulla giornalista e scrittrice fiorentina Oriana Fallaci scomparsa nel  2006

Ci sono vite che ispirano film e vite che sembrano  film, la storia di Oriana Fallaci è una di queste. Quella al cinema è stata  un’anteprima in vista della minifiction, divisa in due puntate, che verrà trasmessa sulla RAI il 16 e il 17 Febbraio prossimi.

Una grande scrittrice, una vera giornalista, una donna che è riuscita a farsi rispettare, stimare, odiare e amare dalle figure più influenti al mondo, da tutti i lettori che hanno seguito l’attualità nazionale e mondiale attraverso la prospettiva del suo sguardo, i racconti, i libri, gli articoli e i reportage battuti a macchina dalle sue dita forti e sicure. Una donna che ha fatto del coraggio e della grinta le sue caratteristiche fontamentali, elementi che hanno contribuito a creare la sua immagine nel mondo e che l’hanno trasformata in un esempio per molte giovani donne, quelle stesse donne per cui si è battuta strenuamente nell’arco della propria carriera.

Il Film- Vittoria Puccini, fiorentina come la Fallaci, gestisce il ruolo da protagonista con grande determinazione e carattere, rispettando le complessità e le sfaccettature della personalità della giornalista. Insieme a lei nel cast Vinicio Marchioni (Panagulis), Francesca Agostini (Lisa) e Gabriele Marconi (il fotografo Palotelli fedele compagno di avventure della Fallaci).

L’Oriana, questo il titolo del film,  viene raccontata attraverso lo sguardo del regista Marco Turco e degli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia, nel film prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Fiction. Il taglio scelto per la storia è quello tratto dall’intervista che fece a se stessa, Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci.

Lunedì 16 e martedì 17 Febbraio  gli spettatori di Raiuno potranno gustare qualcosa di più rispetto a coloro che hanno visto il film al cinema: la scena in cui una giovane Fallaci incontra la versione più anziana di se stessa all’indomani dell’11 Settembre e «quasi non riconosce la se stessa avanti negli anni perché le appare integralista nella sua battaglia contro l’islam, le contesta di pensare che tutti i musulmani sono terroristi, quando è stata a contatto con loro e sa che non è vero. Ma l’altra rivendica il diritto di dire, dopo l’11 settembre, di odiare con tutte le sue forze la jihad».

Trama- Lisa, giovanissima aspirante giornalista aiuta la Fallaci a sistemare la casa di Firenze, piena di materiale accumulato in anni e anni di lavoro. Riordinare e sistemare porta alla luce ricordi, che generano racconti da parte della Fallaci mentre la giovane Lisa ascolta attenta le parole della donna che ammira, che rappresenta un mito e un esempio da seguire.

Tutta la narrazione si articola nel confronto generazionale tra le due donne, e i flashback più significativi nella vita della protagonista.

L’ ORIANA – Trailer Ufficiale

I momenti del passato iniziano con l’assunzione all’Europeo, il viaggio in Oriente e l’intervista a una giovane sposa bambina a Karachi, che le permise di realizzare un reportage sulla condizione della donna in Oriente, al quale teneva moltissimo: fu il primo vero successo editoriale della Fallaci scrittrice, Il sesso inutile.

La Fallaci fu la prima corrispondente italiana donna in zone di guerra, e scrisse di tutte le atrocità e le menzogne, dell’ umanità dei soldati e dei civili, della distruzione, del dolore,e dell’ eroismo nella guerra in Vietnam. Vediamo una giovane Vittoria Puccini col casco da soldato nei campi di battaglia a intervistare i soldati, a leggere nei loro sguardi il terrore della morte, della sofferenza, e delle bombe, con una canzone di sottofondo poco adatta alle scene trattate, My Girl dei The Temptations.

La relazione che ebbe con il giornalista francese François Pelou, conosciuto in Vietnam, viene solo accennata, mentre viene dedicato più spazio all’incontro ad Atene con Alekos Panagulis, all’intervista che la Fallaci fece al leader della Resistenza greca, appena uscito dal carcere dopo 5 anni di torture e agonia nell’agosto del 1973. Fu il vero grande amore della sua vita, ance se nel film il racconto è talmente rapido da non rendere chiaro allo spettatore quanto la Fallaci sia stata segnata da questo conflittuale amore e quanto fosse stata importante questa storia per lei. Proprio a Panagulis, infatti, morto in un incidente stradale sospetto, ha dedicato il libro Un uomo, dove racconta la loro storia, l’innamoramento, il continuo perdersi e ritrovarsi in un legame indissolubile. Negli occhi di Vittoria Puccini si legge la gioia della Fallaci nello scoprire che diventerà madre, e il dolore causato dalla perdita del bambino tanto temuto quanto amato e desiderato. Trasforma in un best seller questa triste esperienza, nel libro Lettera a un bambino mai nato, dove si legge chiaramente il desiderio di voler essere madre ma il terrore di far nascere un bambino in questo mondo, la paura di non essere all’altezza e di dover cambiare uno stile di vita da spirito libero che troppo le apparteneva. Nel film si percepisce bene il desiderio di voler essere madre ma il non esserlo, i timori e l’ambiguità della giornalista, soprattutto dal discorso finale con la giovane Lisa, che scopre di essere incinta ma racconta alla Fallaci di voler comunque fare l’inviata di guerra. La Fallaci non crede che questo sia possibile e la accusa tacitamente di non sapere cosa significhi fare l’inviato.

L’Oriana racconta anche la movimentata intervista all’ayatollah Khomeini in Iran, nella quale sfida apertamente l’uomo con domande spietate, e stanca del suo atteggiamento non collaborativo e delle risposte superficiali compie il gesto oltraggioso di togliersi il velo che le era stato imposto.

È l’ultima delle grandi interviste della giornalista. Abbandona il lavoro da reporter per dedicarsi alla scrittura del suo ultimo libro dedicato alla storia della sua famiglia, e sceglie di ritirarsi a New York. Ma quando dalla sua finestra, assiste alla tragedia dell’11 settembre e al crollo della Torri Gemelle rompe il suo silenzio per scrivere La rabbia e l’orgoglio, un grido contro l’islamismo, una condanna che ha suscitato sia elogi sia contestazioni nel mondo politico e nell’opinione pubblica, dove denuncia la decadenza della civiltà occidentale e la accusa di essere incapace di difendersi dalle minacce costanti e sempre maggiori del fondamentalismo Islamico.

Oriana Fallaci scopre di avere un tumore ai polmoni, che la porterà alla morte nel 2006. Nel film viene sottolineato come abbia scelto di non sottoporsi alle cure pur di essere in grado di terminare il suo ultimo libro, considerato come un bambino, come tutti gli altri suoi libri. “Come tali li partorisco, li accudisco, li cresco, li proteggo, li tutelo e li seguo per tutto l’arco della loro vita, senza abbandonarli mai” dice.

oriana fallaci

Una storia intensa, forte, interessante. Forse riassunta troppo per poter pensare di aver reso giustizia alla protagonista. Sono state tralasciate parti importanti della sua ideologia e del suo pensiero, della sua lotta, o della sua vita, come l’adolescenza nella Resistenza Italiana, che ha marcato il suo temperamento e ha portato alla nascita di questo amore unico e spassionato che la Fallaci nutriva per l’America, grazie agli aiuti e rifugi offerti agli americani dalla sua famiglia durante la seconda Guerra Mondiale, e che dal film non si percepisce.

Insomma, una classica fiction all’italiana, che, chi ha amato Oriana Fallaci, apprezzerà.

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