L’ 11 Settembre del 1940 nasce a Newark il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense Brian Russell De Palma, personalità eclettica, che getta le basi per la registrazione dei cambiamenti nella società americana attraverso il mezzo espressivo.
Brian Russell De Palma nasce a Newark, nel New Jersey, l’11 Settembre 1940 da Anthony De Palma e Vivienne Muti, entrambi figli di immigrati italiani. Trascorre la giovinezza a Philadelphia dove la famiglia decide di trasferirsi quando lui ha appena 5 anni. i suoi interessi principali sono inizialmente rivolti alla scienza e alla tecnica, che lo portano ad una vera e propria passione nello smontare i più disparati apparecchi radiofonici per poterne comprendere il meccanismo; di questa vocazione mai esaurita se ne potranno trovare successivamente tracce esplicite in film quali “Vestito per uccidere” e “Blow out”.
Frequenta la Columbia University scoprendo il mondo dello spettacolo e in particolare del cinema sperimentale. Successivamente riesce ad ottenere una borsa di studio presso un altro istituto newyorkese, il Sarah Lawrence College; questa grande opportunità gli consente di lavorare a stretto contatto con quello che considera il suo primo e unico maestro, Wilford Leach, che decide di prendere De Palma sotto la propria ala protettiva, insegnandogli il giusto rapporto da stabilire con gli attori, i diversi modi di scrittura e l’allestimento della scenografia.
Il primo lungometraggio, “Murder à la Mode” del 1968, ottiene fin da subito un buon successo; riesce così a stringere una collaborazione professionale con un esordiente Robert De Niro in “Ciao America!”, sempre del 1968, e “Hi, Mom!” del 1970. Grazie a queste prime opere, nonostante sia ancora agli albori della sua carriera registica, Brian De Palma riesce a dimostrare un innato talento, che lo porta a lavorare con personalità di forte spessore come Charles Durning in “Le due sorelle” del 1973, e il grande Orson Welles nella commedia “Conosci il tuo coniglio”, 1972.
I film che lo consacrano ad artista di fama internazionale sono “Carrie- Lo sguardo di satana” del 1976, tratto da un romanzo di Stephen King e con la partecipazione di John Travolta e Sissy Spacek, e “Obsession- Complesso di colpa”, dello stesso anno del primo, in cui De Palma si trova a dirigere Cliff Robertson. Il vero successo arriva in reatlà negli anni 80, con “Blow Out” del 1981, ma in particolare con “Scarface” del 1983, sceneggiato da Oliver Stone.
In quella che oggi è possibile definire come una pietra miliare della cinematografia statunitense, il regista decide di rifarsi direttamente al capolavoro omonimo di Howard Hawks e Ben Hecht del 1932, decidendo di impiegare nell’ interpretazione di Tony Montana il suo attore favorito, Al Pacino, nel ruolo che fu allora di Paul Muni, e di affiancargli l’attrice Michelle Pfeiffer; tuttavia a differenza dell’originale, ambientato a Chicago negli anni del proibizionismo, in questo film l’azione si svolge nella Miami degli anni 80, allora centro di un considerevole traffico di droga; grazie alla sapiente direzione di De Palma e alla recitazione leggendaria di Al Pacino, con cui continuerà a collaborare per “Carlito’s way” del 1993, il film risulta un’opera in grado di stabilire le nuove linee guida del genere Gangster.
Più recentemente, ha diretto Tom Criuse in “Mission: Impossible”, 1996, capostipite della famosa pentalogia cult. A seguito di due insuccessi di pubblico, nel 2007 collabora nel noir “The Black Dahlia”, tratto dal romanzo di James Ellroy, con la partecipazione di Scarlett Johansson e Hilary Swank, e nello stesso anno vince il Leone d’Argento come miglior regista alla Mostra di Venezia per Redacted, film sulla guerra in Iraq che racconta una storia vera ed estremamente cruda.
Nel lavoro monumentale di Brian De Palma è sempre avvertibile il riferimento archetipico al padre indiscusso del Noir e del Thriller Alfred Hitchcock, attraverso l’uso magistrale dello split screen e delle inquadrature a rallentatore, che permettono senza dubbio la conservazione di atmosfere ad alta tensione psicologica; non per questo però la filmografia del regista si esaurisce in un solo genere, ma al contrario trova nella sperimentazione e nel cambiamento la chiave della sua ispirazione.
