Il 21 maggio del 1927 l’aviatore americano Charles Lindbergh completa il primo volo transatlantico senza scalo in solitaria.
Nel corso degli anni ’20 e ’30 del Novecento nel campo dell’aeronautica furono compiuti in tutti i paesi economicamente più avanzati innumerevoli innovazioni: gli aerei infatti divennero più sicuri e più veloci.
Per primo nella storia, 87 anni fa, il pilota americano Charles Lindbergh che lavorava per il servizio postale, decise di compiere la traversata aerea dell’Oceano Atlantico accettando la sfida promossa dall’imprenditore Raymond Orteig che metteva in palio venticinquemila dollari per chi avesse compiuto l’impresa senza effettuare scali. Lindbergh riuscì a convincere la Ryan Airlines di Saint Louis a finanziare la costruzione di un velivolo leggero che fu battezzato Ryan Nyp (acronimo per New York to Paris) – Spirit of Saint Louis. L’aeroplano, monoplano e monomotore, con struttura mista in legno e metallo, fu progettato con un serbatoio per il cherosene di capienza maggiorata rispetto al normale che addirittura impediva la visione frontale.
Dopo aver compiuto dei voli di prova, Lindbergh volò in solitaria, senza effettuare alcuno scalo, da New York a Parigi. Partito da Roosevelt Field alle 7:52 del 20 maggio, Lindbergh raggiunse Champs de Le Bourget alle 22:22 del 21 maggio 1927. L’impresa contribuì notevolmente a diffondere nell’opinione pubblica le nuove possibilità offerte dal trasporto aereo, anche se l’aviazione civile rimase ancora per molto tempo, a causa dei costi elevati, accessibile solo ai più abbienti. Industriali e governanti rimasero affascinati dal potenziale offerto dagli aeroplani che apparirono da quel momento strumenti da usare non solo in guerra. Divenuto una celebrità, Lindbergh viaggiò per gli Stati Uniti per promuovere l’industria aeronautica. Ottenne vari riconoscimenti ufficiali dal governo e fu designato dal TIME “Man of the Year”.

