Quanto costa un sito web?

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La fatidica domanda che speri non ti venga mai fatta, la più fastidiosa, nonché la più difficile a cui rispondere ma inevitabilmente anche la domanda più scontata che ogni cliente possa farti, in fin dei conti tutti decidono sulla base delle proprie disponibilità economiche e delle proprie aspettative.

Spesso chi ha bisogno di un sito web non ha  idea di ciò che occorre realmente sviluppare e capita di trovarsi di fronte clienti che ti chiedono funzioni banalissime con una “solennità” disarmante, e clienti invece che con molta leggerezza e “nonchalance” ti chiedono qualcosa di davvero complicato che richiede ore e ore di lavorazione. Un sito web è una costruzione complessa, dove sono richieste diverse competenze e differenti livelli di elaborazione. Immaginate di fare la medesima domanda ad un avvocato piuttosto che ad un operaio edile, il primo dovrebbe analizzare la causa, le complicanze, il grado di giudizio, il secondo dovrebbe quantomeno sapere dove andrebbe realizzata, con quali materiali, in che contesto urbano, piuttosto che andare da un medico e chiedergli: “Quanto mi costano 10 anni di vita?”. Ecco lo stesso ragionamento vale per la realizzazione di un sito web.

Un portale web è un’insieme di contenuti che servono a veicolare in primis il proprio pensiero e solo successivamente lo si può considerare anche uno strumento promozionale. Le idee poco chiare (sono moltissime) spesso condizionate dallo “stregone” della comunicazione , che mistifica la realizzazione di un sito pur di rivendere qualcosa, consegnando al cliente un “corpo contundente”. Illustrare al cliente che un portale è fatto di creatività, contenuti, intenso lavoro e pubbliche relazione, a volte non basta perchè nella maggior parte dei casi a lui interessa il contenitore, ancor più quando esordisce: “tanto ai contenuti ci penso io”; materializzi di trovarti di fronte al prototipo più diffuso di acquirente ovvero quello che non sa bene di cosa sta parlando, ma che è stato catechizzato dallo “stregone”, da qui nasce la domanda spontanea ma brutalmente sincera: “vuoi il contenitore, la paginetta? Bene, con 500€ dovresti cavartela ma sappi che alla prima telefonata per qualsivoglia consulenza scatta il tassametro.” Il sito non produce visite, il sito non lo trovi tra le prime posizioni su google, il sito non è esattamente conforme ai contenuti da te inseriti? Problema tuo, rivolgiti altrove e paga il doppio, oppure con tanta pazienza inizi un percorso di alfabetizzazione. Spieghi al cliente che la professionalità e la serietà di chi fa questo mestiere ha si un costo, ma non quantificabile come da listino “cinese” e che bisogna analizzare diversi aspetti e fattori prima di intraprendere il lavoro.

Ecco alcuni aspetti strettamente legati allo sviluppo di un sito web, che si elencano a mero titolo esemplificativo:

Logo e homepage: il logo e l’immagine coordinata formano il giudizio del visitatore;
Pagine Interne: possono variare i layout a seconda delle esigenze;
Contenuti: prodotti direttamente dal cliente o da terzi;
Promozione: categorizzazione SEO (Search Engine Optimization), ovvero l’ottimizzazione del sito per il posizionamento sui motori di ricerca;
Manutenzione ed aggiornamenti: non tutto si può prevedere e spesso capita di dover aggiungere nuove funzioni, aree o aggiornamenti per rendere il sito stabile e sicuro rispetto agli attacchi più diffusi;
Siti dinamici: dove per “dinamico” non si intende il sito con effetti speciali bensì dei contenuti che vengono richiamati dinamicamente, in base a una richiesta effettuata dall’utente;
CMS: joomla, wordpress, drupal, etc etc;
E-Commerce: il vero e proprio allestimento del negozio virtuale;
Aree riservate: accesso è riservato solo ad alcuni utenti autorizzati;
Newsletter: la gestione degli utenti, la generazione automatica del testo, la differenziazione delle mailing list in base alle iscrizioni, etc etc…, possono richiedere tempo e pertanto un costo ulteriore;

Abbiamo fatto un po’ di chiarezza  sulle componenti che incidono sul costo di un sito, ma qual’ è la cifra che bisogna prevedere per avere un oggetto in grado di produrre valore?

La risposta corretta dovrebbe essere: “un prezzo ragionevole”. Ma la ragionevolezza deve derivare dalla capacità del consulente di far comprendere al cliente il valore del lavoro che si produce, e sopratutto una disponibilità del cliente ad ascoltare e rendersi disponibile al confronto.

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