Capitale incompiuta Opere ferme per 7 miliardi

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Una città che va al rallentatore, immobile. È di circa 2 miliardi il valore delle grandi opere pubbliche iniziate a Roma ma mai terminate, i cui cantieri risultano fermi o al rallentatore. E con l’incredibile carrozzone della Metro C, il conto sale a 7 miliardi. Il simbolo della «Roma incompiuta» è la Cittadella dello Sport di Tor Vergata, progettata dell’archistar valenciano Santiago Calatrava.

L’opera fu commissionata nel 2005 dal sindaco Walter Veltroni quale struttura di punta per i Mondiali di Nuoto del 2009, ma nonostante i circa 200 milioni di euro investiti dal Campidoglio, la «vela» non è stata terminata: per finirla servono altri 500 milioni di euro, dai quali ricavare i soldi anche per un ponte che da Tor Vergata raggiunga La Romanina scavalcando l’autostrada Roma-Napoli, anche quello iniziato e mai terminato. L’altra «vittima» illustre dei Mondiali di Nuoto 2009 è il Polo Natatorio di Valco San Paolo. La struttura, costata 16 milioni di euro, è abbandonata nell’incuria di tutti, tranne della Federnuoto che spende migliaia di euro per la sorveglianza H24. E infruttuosi, per ora, anche i 4,4 milioni investiti per la Piscina della Città Futura, sulla Cristoforo Colombo. Tempi duri per le archistar. Oltre a Calatrava, in netto ritardo la «Nuvola» di Massimiliano Fuksas: l’opera sarebbe dovuta costare a Eur Spa (società partecipata da enti pubblici) 250 milioni. I lavori si sono fermati più volte e il progetto è stato rivoluzionato. Ora i cantieri sono ripartiti, ma ci sono voluti altri 187 milioni di euro per un edificio del tutto diverso. E non è andata bene nemmeno all’olandese Rem Khoolaas, che aveva disegnato il restyling degli ex Mercati Generali di via Ostiense: qui i 230 milioni di euro sono privati, ma il cantiere è aperto dal 2006 e a dicembre sarà consegnato solo il perimetro. Oltretutto l’opera avrebbe dovuto vedere all’interno un teatro di 2700 posti che invece sarà sostituito da un outlet commerciale. Cantieri lumaca, invece, ai laghetti dell’Eur, dove sarebbe dovuto sorgere già da un pezzo l’Acquario di Roma: 80 milioni di euro fin qui spesi, e ne servono altri per completare i lavori. Molto male anche sul fronte trasporti e viabilità. La stazione Jonio della Metro B1 viaggia con un anno di ritardo, il cantiere sembra attivo ma l’opera è ancora uno scheletro e sul tabellone non c’è indicata una data di conclusione a giustificare i 174 milioni fin qui spesi. Un libro, invece, servirebbe per raccontare dei 163 milioni spesi per il Corridoio della Mobilità sulla Laurentina: fra presunte tangenti e mazzette, l’opera è diventata una corsia preferenziale di 4 km, fino a Tor Pagnotta, dove a settembre doveva esserci la linea aerea per i filobus, ma solo alcuni pali sono stati montati e altri depositati in cantiere. A confronto, sembra un’inezia il fatto che a Ponte di Nona siano stati spesi 1,5 milioni per un parcheggio in mezzo al nulla, mentre la relativa stazione ferroviaria è rimasta sulla carta. E le strade? Sull’allargamento della Tiburtina sono stati investiti quasi 100 milioni di euro, ma da Rebibbia a Tor Cervara ci sono solo i new jersey a restringere la strada, mentre qualcosa si muove in via Marco Simone. Sulla via Boccea i 6,5 milioni spesi sono già diventati 7,5 a causa di ritrovamenti archeologici, mentre la Prenestina Bis da Quarticciolo al Gra è rimasta solo una ferita nel parco Tor Tre Teste (14 milioni di euro) mentre la via Portuense (5 milioni spesi) sarebbe pronta, se non fosse per l’allargamento del sottopasso di via Majorana mai concluso. Per non parlare del Ponte Fidene: 4,1 milioni di euro per un’opera ancora ferma agli espropri. I cittadini aspettano anche il destino del Parco Talenti, opera compensativa partecipata con 2 milioni di euro, che doveva aprire nel 2005; della Piazza Coperta di Arco di Travertino: 34 milioni di euro, ma l’opera è solo un bel contenitore; della sede del IV Municipio di via Filippo Fiorentini, 10 anni di lavori e 1,5 milioni per un palazzo; dell’Auditorium di Pineta Sacchetti, opera da 1,6 milioni in cantiere dal 2003. Girando per i municipi, poi, sono tante le piccole opera dai tempi infiniti e dai costi esorbitanti. A Casal Bertone, per esempio, i campetti sportivi sono quasi pronti, ma sono stati abbandonati e occupati dai cenro sociali, mentre il Mercato va a rilento a causa di ritrovamenti archeologici. Mai terminato il mercato rionale dell’Alberone, così come il palasport di Massimina e il Parco Labaro Colli D’Oro. Tempi biblici per le scuole: gli alunni di via Leonardo Da Vinci, via Maroi, Via Penzuti e via Niobe aspettano ancora di entrare, mentre a Quarticciolo i 400mila euro per il Contratto di Quartiere hanno portato, invece del restyling, cantieri a cielo aperto desolatamente vuoti. Eppure i tempi non sembrano essere mai cambiati. A Vigna Clara sorge un monumento all’inefficienza del secolo scorso: una stazione e 6 km di binari in disuso, realizzata per Italia ’90, il tutto costato all’epoca 90 miliardi di lire. In completo abbandono.

(di Vincenzo Bisbiglia- IL TEMPO.it del 24-10-2013)

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