Ibrahimovic spezza il cuore ad un bimbo malato

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Queste sono le tipiche storie che suscitano indignazione, rabbia, e sconcerto, alle quali non si può trovare giustificazione, ma solo provare ripudio per un mondo che personalmente, quello del calcio, reputo dimostri giorno dopo giorno di essere solo una grande macchina produttrice di soldi senza cuore.

La storia viene riportata dal Daily Mail, ed ha come protagonisti un bambino di 8 anni, con una grave forma di leucemia con una aspettativa di vita che non supera i due mesi, e il famosissimo giocatore del PSG Ibrahimovic.

IbrahimovicIl bimbo, Hajrudin Kamenjas, di origini bosniache, aveva un grande desiderio, poter incontrare il suo idolo, proprio il calciatore del Paris Saint Germain, e per tali ragioni i genitori, armati di pazienza, erano riusciti a contattare i dirigenti del club e fissare un incontro al margine di una partita. La famiglia, entusiasta, con il sostegno di amici, parenti, ed una organizzazione benefica, sono riusciti a sostenere i costi del viaggio e partire per la capitale francese, Parigi.

Il tutto sembrava perfetto, il ragazzo felice e gioioso, peccato che una volta giunti a Parigi, dopo aver assistito alla partita, alla quale sfortunatamente causa un infortunio non ha partecipato il campione Ibrahimovic, il calciatore ha negato loro l’opportunità di incontrarlo, liquidandoli con un “scusate, sono troppo impegnato”.

Ci si pone, in modo naturale, quali potevano essere questi importantissimi impegni da non offrire l’opportunità ad un bimbo malato, condannato a morte, di poterlo conoscere, anche per soli e miseri 5 minuti.

Sinceramente non lo sappiamo, e neanche il club ha dato una risposta ufficiale, ma la notizia ha iniziato a fare il giro del mondo, e chiaramente quando l’immagine di un grande campione viene macchiata (mettendo a rischio i suoi interessi economici, e quelli della squadra) si corre ai ripari. “Ibra” ha fatto recapitare al bimbo una maglietta firmata, ed un video messaggio che recita “Ciao Hajrudin, io sono Zlatan. Da quando ho sentito parlare di te, ho pensato molto a te. Mi dispiace non poter venire (in Bosnia, ndr), ma ho un regalo per te. Ho firmato il mio autografo su una maglia e voglio che tu sappia che io penso molto a te. Ti darò anche questa maglia che ho indossato ieri, quando ho segnato due gol.”.

A questo punto ci si pone una seconda domanda: un calciatore che guadagna circa 14 milioni di € al netto delle tasse, che è stato oggetto di una transazione finanziaria di circa 20 milioni di € per la cessione dal Milan AC al PSG, non si sarebbe potuto permettere un viaggio da Parigi in Bosnia (anche in giornata) per porre rimedio a un così vergognoso comportamento? Sicuramente si, ma questi campioni sono sempre troppo impegnati a fare soldi.

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