10 Febbraio – Giorno del ricordo

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Il 30 marzo 2004, con la legge n.92,  viene istituito “il giorno del ricordo delle vittime delle foibe”, finalmente l’Italia prende coscienza di questa triste e angosciosa pagina di storia italiana.

Con questa legge cambia anche nell’immaginario collettivo anche il significato del termine foiba.

Il termine “Foiba” è una corruzione dialettale del latino “fovea”, che significa “fossa”, le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua; possono raggiungere i 200 metri di profondità. In Istria sono state registrate più di 1700 foibe.

48 foibe sono note oggi, su le oltre 1700, utilizzate come fosse comuni, tomba per migliaia d’Italiani, che avevano come unica colpa quella  di essere italiani e di conseguenza nemici del popolo. Uomini, donne e bambini vennero sterminati in Istria e Dalmazia. Prima torturati e seviziati e poi gettati nelle foibe per portare avanti un progetto, orribile, di pulizia etnica finalizzata alla conquista di una parte delle nostro territorio e della nostra nazione.
Fu Josip Broz Tito, noto con il nome di battaglia maresciallo Tito, l’artefice di questa pulizia etnica ai danni del popolo italiano e del conseguente esodo, forzato, da Fiume, Istria e Dalmazia, tutto ciò fu perpetrato oltre che dell’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia anche per mano dell’OZNA e di Partigiani Italiani.
Il risultato di queste azioni portò 350000 italiani a trovarsi senza casa, senza più una terra e senza molti familiari o altre al danno anche la beffa visto che non arrivò nessuna assistenza, nessun aiuto dallo stato italiano e dovettero iniziare una nuova vita da iniziare in città dove i loro fratelli italiani non li accettarono e li tacciarono come fascisti.
Tutta la storia del confine orientale è una triste pagina italiana, una ferita ancora aperta perché per molto tempo ignorata e perché gli istriani e i dalmati vennero considerati cittadini di serie b, come di serie b sono le vittime infoibate. Il genocidio non fu solo perpetrato nel periodo della seconda guerra mondiale, ma continuò anche nel dopo guerra con l’efferatezza di un disegno di odio razziale e anti-italiano

Dal 2004 ad oggi qualcosa è cambiato ma ogni anno, il 10 febbraio porta ancora discordia e rancori l’appartenza politica e le ideologia in questi casi devono mettersi da parte e far sì che possa scrivere queste pagine di storia senza alcuna interferenza o vizi. Che si possa definitivamente arrivare ad un giusto riconoscimento per le migliaia di vittime che ancora oggi non hanno una tomba e né un nome, il giusto riconoscimento ai familiari e al popolo italiano di Istria e Dalmazia che non ha mai potuto fare ritorno nelle loro terre e nelle loro case, senza aver neanche la possibilità di far visita alle tombe dei loro familiari.

Con la speranza che si riesca finalmente ad avere una memoria condivisa dove anche i libri di storia portino un giusto riconoscimento ad un popolo che ha conosciuto tanta sofferenza e tante atrocità. Non si  chiede di voler riscrivere la storia, sarebbe cosa buona e giusta farla conoscere. Tutta.

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