Allarme lettura in Italia: ecco i dati del 2013

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Gli italiani leggono sempre meno. Notizie preoccupanti dall’ultimo rapporto sull’acquisto e la lettura in Italia commissionato dal Centro per il Libro e la Lettura all’agenzia di rilevamento Nielsen.

Il campione è il Panel Consumer Nielsen di 9.000 famiglie, stima i principali indicatori relativi al comportamento degli acquirenti nei mercati di largo consumo e rappresenta 52,4 milioni di individui sopra i quattordici anni. La metodologia è stata resa più attendibile per la vicinanza di massimo un mese tra l’atto di acquisto/ lettura e la sua rilevazione.

Il rapporto è stato presentato giovedì 20 marzo presso la Biblioteca Angelica di Roma da Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, con l’intervento di Rossana Rummo (direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore), e Lidia Ravera (assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio).

“Oltre ad offrire la fotografia più fedele del 2013, la ricerca consente di vedere le immagini in movimento del triennio 2011-2013, dice Gian Arturo Ferrari. “E di cogliere così non solo le dimensioni, ma anche la dinamica della presente crisi del libro”. I risultati dell’indagine Nielsen rispetto al 2013 mostrano un paese in cui il 37% della popolazione ha acquistato almeno un libro nel 2013, per un totale di 112 milioni di copie vendute e 1,1 miliardo di euro spesi, pari a -14% rispetto al 2012. Gli acquirenti sono soprattutto diplomati/laureati, residenti tra il Nord e il Centro Italia e hanno un profilo giovane (25-34 anni). Le donne comprano più libri degli uomini: il 41% contro il 33%. I lettori forti sono il 4% e da soli comprano il 36% di tutte le copie vendute.

dati letturaSe confrontiamo i dati relativi al triennio 2011-2013 siamo di fronte a una vera e propria emergenza: dal 2011 al 2013 i lettori italiani sono scesi dal 49% al 43% (da 25,3 a 22,4 milioni di persone) e gli acquirenti dal 44% al 37% (da 22,8 a 19,5 milioni). Il calo riguarda tutte le fasce d’età, in particolare quelle più giovani: nella fascia dai 14-19 anni i lettori sono scesi dal 70% al 60%, e dal 52% al 40% in quella 20-24 anni. Crescono i lettori ultrasessantenni: dal 33% nel 2011 al 38% nel 2012 al 39% nel 2013. Il dato allarmante è che i segni negativi compaiono anche negli indicatori relativi ai titoli di studio, più aumenta il livello d’ istruzione e maggiore è il calo. I laureati comprano meno libri, dal 75% nel 2011 al 57% nel 2013, probabile conseguenza della crisi economica che ha colpito soprattutto i giovani, ma leggono anche meno, dal 75% al 60%. Dal punto di vista regionale l’unica area che sembra mostrare una leggera crescita di lettori (dal 52% al 53%) è il Nord-Est, mentre calano i lettori nel Nord-Ovest (dal 53% al 49%) e soprattutto quelli del Centro (dal 52% al 42%)e del Sud (dal 39% al 31%). Aumenta l’interesse dei lettori verso gli e-book: +14% di acquirenti rispetto al 2011 e +17% di lettori; percentuali ancora basse se si pensa che nel 2013 il numero di e-book letti rappresenta solo il 3,6% del totale di libri letti, a sottolineare l’aspetto conservativo del nostro paese rispetto a Francia, Gran Bretagna e Germania.

Da questa istantanea sul mondo della lettura, l’Italia ne esce un paese spaccato, disaggregato, in cui la cultura non è più promozione sociale.

Che cosa fare per fronteggiare una così grave emergenza per tutta la filiera del libro? Per Lidia Ravera, la crisi è ancora più profonda: «Il fatto è che la lettura non è più considerata come un fattore di miglioramento. L’impoverimento complessivo della società va oltre la crisi del mercato».

Dove ha sbagliato la nostra politica culturale per pagare una crisi  così grande?

Per maggiori info sul tema: Centro per il libro e la lettura

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