Giù le mani dai presìdi di sicurezza

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Gli annunciati tagli del Governo Renzi ai presìdi di sicurezza, devono per forza di cose mettere in moto le Istituzioni locali per scongiurare quella che, in particolari regioni e territori del nostro Paese, con evidenti problemi di piccola e grande criminalità, risulta essere non solo una penalizzazione, ma un pericolo per la tranquillità degli abitanti, già messa in discussione da continui accadimenti.

Qualcuno dirà che questi sono gli effetti della spending review, ma nessuno mette in dubbio che qualche spesa si deve pur ridurre, ed il problema non è il risparmio in sé: è il modo con cui questo viene operato

I tagli non si possono concepire orizzontalmente e dunque senza considerare la specificità dei territori. Perché alla fine non solo non si risparmia intelligentemente, ma si rischia di spendere di più e male, se non addirittura di far danno. Le riduzioni, dunque, vanno operate tenendo da conto i problemi delle aree, le loro particolarità e specificità. Solo così si risparmia veramente: mantenendo i servizi laddove servono. Siamo sicuri, ad esempio, che eliminare o tagliare risorse, mezzi e uomini in territori come la Campania piuttosto che la Sicilia o la Lombardia, porti ad un risparmio e non, invece, ad un aumento della spesa per lo stesso Stato che dovrà – visti i frequenti episodi di criminalità – impegnare fondi in momenti successivi, e cioè tutte le volte nelle quali accadrà qualcosa le cui indagini, i cui danni e costi sociali graveranno certamente di più sulle casse pubbliche?

Detto questo, una valutazione dal punto di vista sociologico, porta inevitabilmente a dire che la sicurezza è una di quelle voci che non dovrebbe essere interessata dalla scure dei tagli, soprattutto in un periodo come questo di crisi economica nel quale furti e microcriminalità aumentano esponenzialmente, come attestano i dati del 2013 del Viminale. A maggior ragione in territori nei quali operazioni delle Forze dell’Ordine hanno sì assicurato alla giustizia i malviventi, ma hanno anche messo in luce una vera e propria piaga della illegalità.

Cosa fare, dunque, per rivedere decisioni che sono nell’aria, prima ancora che queste divengano irrimediabilmente realtà? Occorre che i Sindaci del territorio, i Prefetti, i Questori e le Istituzioni tutte, facciano squadra e remino in un’unica direzione. Senza distinzioni, senza pause o timori, senza rimorsi o rancori. Solo l’affiatamento e la coesione di una squadra, possono portare a vincere queste battaglie. Le più difficili, quando la clessidra scandisce il tempo della scure che cade su qualunque cosa, senza distinzioni di sorta.

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