Cannes Pulp: il festival del cinema visto sul sofa

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Una serie di reportage da Cannes dal divano di casa, ecco quello che propongo a monsieur le directeur. Autolesionismo puro. Rincaro la dose, una serie di reportage pulp su Cannes, da casa. Entusiasmo dall’altra parte della chat di FB, dunque facciamolo e cominciamo dall’inizio.

Lasciamo stare i red carpet, le storie da rotocalco, le rotture sui tailleur della Campion presidente di Giuria o gli avvistamenti del ministro Franceschini alla croisette e passiamo alla polpa, al pulp.

E’ da stamattina che leggo cori di sputi e insulti su Grace di Monaco, il polpettone con Nicole Kidman sulla figura di Grace Kelly vs. Ranieri di Monaco interpretato da un improbabile Tim Roth. C’è poco da fare, 22 anni dopo Le Iene, per me Tim Roth è sempre e solo Mr. Orange. Il film pare abbia letteralmente fatto infuriare i Grimaldi e nessuno capisce perché.

Flashback. Io e Antonella stiamo vedendo il trailer del film al Quattro Fontane di Roma. Io avverto una sensazione di vertigine hitchcockiana non appena vedo Tim Roth sullo schermo. Cosa cazzo ci fa Tim Roth nei panni di Ranieri di Monaco? Ecco forse adesso capisco perchè i monegaschi sono andati su tutte le furie. Ma il film com’è? Non lo so, io sto qua a Roma sul mio divano e non ho modo di vederlo, ma posso azzardare delle ipotesi, conoscendo la filmografia di Dahan e avendo assistito inerme all’inesorabile declino artistico della Kidman da The Others di Amenabar in poi. Sarà il solito biopic ben fotografato, con una Montecarlo da cartolina e un Ranieri di Monaco interpretato da Tim Roth, cioè l’attore forse meno adatto al ruolo di tutta Hollywoood.  Racconterà una storia tanto finta da poter anche passare per vera e non toglierà e non aggiungerà nulla al nostro immenso catalogo di film inutili la cui unica utilità sarà infine quella di dar lavoro alle circa 300 maestranze che si sono avvicendate nella produzione della pellicola. Per il resto io me ne torno alla mia carbonara e mi riguardo Gomorra, che qualche Cannes fa lasciò il segno, davvero.

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