Entra in vigore la dottrina Truman

Il 22 maggio del 1947 viene approvata dal senato USA la cosiddetta dottrina Truman: La legge sugli aiuti in finanziamenti e quindi in armi alla Grecia.

Nel secondo dopoguerra, come accadde per il caso italiano, anche in Grecia la monarchia dovette sottoporsi al giudizio popolare. Le elezioni politiche del marzo 1946 furono vinte dai monarchici. Il re fu richiamato ad Atene e mise subito in atto una politica repressiva contro i comunisti che prontamente insorsero. A contrastare questa ribellione intervennero le truppe inglesi presenti in Grecia ma ben presto il governo britannico annunciò di non poter fornire aiuti finanziari e militari alla monarchia greca. Dopo il disimpegno britannico furono gli Stati Uniti a decidere di intervenire appoggiando la monarchia.

Il presidente americano Truman era convinto che l’URSS mirasse a estendere la sua influenza sia in Grecia, dove lo scontro tra monarchici e comunisti era sfociato in guerra civile, sia in Turchia. Nel 1946 era infatti emersa una grave crisi tra l’Unione Sovietica e la Turchia per il controllo dello Stretto dei Dardanelli. Truman, il 12 marzo 1947, chiese al Congresso degli Stati Uniti di autorizzare un intervento finanziario a favore di questi paesi enunciando quella che divenne nota come “dottrina Truman” e che fu considerata come la dichiarazione formale della guerra fredda.

Gli Stati Uniti furono caratterizzati in quegli anni da un acceso anticomunismo che si diffuse rapidamente. L’Europa divisa tra le due potenze vincitrici USA e URSS era lo specchio del sistema di relazioni internazionali che si era concretizzato con la fine della guerra. USA e URSS non solo puntavano a interessi strategici differenti ma rappresentavano soprattutto due sistemi politici e ideologici antitetici. Per impedire che l’Unione Sovietica potesse inserirsi nelle zone non comprese nella sua sfera di influenza, gli Stati Uniti promossero i governi e i movimenti anticomunisti. Le prime tensioni erano cominciate quando l’URSS aveva violato gli accordi di Jalta sulle libere elezioni in Polonia. In generale gli Stati Uniti temevano l’espansionismo della politica sovietica in tutta l’Europa orientale. La Grecia fu in questo senso un pretesto per gli Stati Uniti.

Gli avvenimenti dell’Europa centro-orientale non facevano che confermare i timori degli americani. Tra il 1946 e il 1947 in Bulgaria, Romania, Polonia e Ungheria le coalizioni guidate dai comunisti avevano vinto le elezioni. Tra il 1947 e il 1948, in quegli stessi paesi e in Cecoslovacchia i partiti comunisti erano ormai divenuti gli unici titolari del potere. La “dottrina Truman” dichiarò la volontà di voler aiutare la Grecia affinché non venisse imposto al paese un regime totalitario come era accaduto proprio in questi paesi. Il Presidente voleva che gli Stati Uniti si proponessero come concreto avversario di ogni tipo di totalitarismo, sotto cui venivano inclusi sia i regimi nazi-fascisti sia quelli comunisti. Una dimensione globale permeava la sua dottrina, era dovere degli Stati Uniti difendere la libertà dei popoli.

La legge sugli aiuti in finanziamenti e quindi in armi alla Grecia venne approvata dal Senato il 22 maggio 1947. Essa si concretizzò anche nell’invio della flotta americana nel Mar Egeo in appoggio ai turchi. Grazie ad essa le forze monarchiche greche riuscirono a sconfiggere le fazioni comuniste concludendo la lunga e sanguinosa guerra civile.

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