Il 25 luglio 1956, a un’ottantina di chilometri da Nantucket Island, il transatlantico italiano Andrea Doria affonda dopo essersi scontrato con la Stockholm
Inaugurata nel 1953, aveva preso il suo nome dall’ammiraglio ligure del XVI secolo. La costruzione del transatlantico, avvenuta nei cantieri di Genova Sestri Ponente, rappresentava per l’Italia la più lussuosa nave passeggeri della sua flotta. La “Andrea Doria” poteva ospitare ben 1241 passeggeri, era dotata di tutti i comfort e per questo ebbe molto successo. il 25 luglio 1956, mentre si stava allontanando dalla costa newyorkese, la “Andrea Doria” si scontrò con la nave svedese “Stockholm”. La nebbia aveva impedito l’avvistamento e nonostante i radar non si riuscì ad evitare l’impatto. Non ci fu alcun contatto radio e nonostante l’Andrea Doria continuasse a emettere i fischi obbligatori durante la nebbia, la Stockholm non lo fece; una volta giunte a potersi vedere ad occhio nudo, fu troppo tardi per praticare contromanovre atte a evitare l’impatto. Nell’incidente morirono 51 persone, di cui 46 passeggeri dell’imbarcazione italiana. La “Andrea Doria”, con la fiancata completamente squarciata, affondò poche ore dopo l’impatto. Nonostante l’incidente avesse reso inutilizzabili le scialuppe di salvataggio, le procedure di evacuazione e salvataggio furono tempestive. L’accaduto, attraverso i media, ebbe una risonanza a livello mondiale. Negli anni l’uso del transatlantico fu accantonato per privilegiare i viaggi oltreoceano attraverso gli aerei. Il relitto giace tutt’ora a circa 75 metri di profondità e negli anni è stato razziato e privato dei suoi tanto famosi arredi eleganti e lussuosi.
