Tre auto bomba esplodono a Milano e Roma

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Il 27 luglio 1993, esplodono, quasi contemporaneamente, tre auto bomba: una a Milano e due a Roma

Auto bomba, un tipo di arma definita non convenzionale che inevitabilmente fa pensare ai primi anni 90 italiani.  La mafia le userà anche tra  il 27 e il 28 luglio del 1993,  sferrando uno degli attacchi più violenti allo Stato. Il tipo di ordigno utilizzato contro i magistrati e le forze dell’ordine ora è diretto ai simboli del patrimonio culturale dell’Italia, nelle città più importanti.

La prima bomba esplode a Milano in via Palestro, provoca cinque morti tra cui 4 vigili urbani e un senza tetto che dormiva su una panchina. Il 28 a Roma due esplosioni: la prima fuori dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, la seconda davanti la chiesa del Velabro. In questi due casi non ci sono state vittime.

Per questi attentati vengono condannati all’ergastolo i mafiosi Totò Riina e Filippo Graviano.

Il 1992 e il 1993 sono stati anni difficili, avvolti ancora nel mistero, la guerra alla mafia infatti era ostacolata da aspetti poco chiari, che ancora oggi si sta cercando di decifrare come la trattativa Stato-mafia. Un biennio in cui Cosa Nostra sembrava invincibile. Le auto bomba mietono vittime: Falcone, Borsellino, poliziotti e carabinieri, Don Pino Puglisi, oltre a Milano, vittime civili anche a Firenze a via dei Gergofili.

 

 

 

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