Il 28 ottobre 1922 si svolse la marcia su Roma di circa 30000 militanti del Partito Nazionale Fascista, simbolo dell’ascesa di Mussolini che qualche giorno dopo formò un nuovo governo
Il 24 ottobre 1922 si tenne a Napoli un grande raduno fascista durante il quale Mussolini annunciò che era disposto a usare la violenza per salire al potere. Nella stessa occasione furono nominati i quadriumviri che avrebbero guidato una marcia su Roma: Italo Balbo, Cesare De Vecchi, Michele Bianchi e Emilio De Bono. A partire dal 27 ottobre gli squadristi fascisti occuparono diversi edifici pubblici di molte città italiane. Il 28 ottobre 30000 militanti marciarono su Roma minacciando il re e il governo. Il governo dichiarò lo stato d’assedio e a Mussolini, che si trovava a Milano, fu proposto di affiancare Salandra al governo. Mussolini rifiutò la proposta. Nel frattempo si verificarono scontri nel quartiere di San Lorenzo tra gli abitanti e i fascisti. Il 30 ottobre il re Vittorio Emanuele III cedette e incaricò Mussolini di formare il nuovo governo. Mussolini intanto aveva preso il treno per giungere a Roma e più volte era stato fermato dai simpatizzanti che lo elogiarono per la riuscita della marcia. Il 31 ottobre le camicie nere sfilarono per più di 6 ore dinnanzi al re festeggiando la presa del potere che avrebbe inaugurato il ventennio fascista.
