La cagnetta Laika nello spazio

Il 3 novembre 1957 alle 2:30 i sovietici lanciarono dal Cosmodromo di Bajkonur il satellite Sputnik 2 che ospitava all’interno la cagnetta randagia Laika

Il lancio dello Sputnik 2 fu organizzato dai sovietici in tempo record per festeggiare il quarantesimo anniversario della Rivoluzione d’ottobre. I sovietici dimostrarono di aver raggiunto un livello tecnologico notevolmente superiore rispetto agli occidentali. Fu il primo lancio che ospitava un essere vivente e quindi Laika fu collegata a degli elettrodi che indicavano i valori della pressione sanguigna, i battiti cardiaci e la frequenza della respirazione. Prima del lancio Laika era stata sottoposta, insieme ad altre due cagnette, a un duro addestramento che prevedeva la simulazione dell’assenza di gravità, del lancio in centrifughe con tutti i rumori e le vibrazioni che lo caratterizzavano e di stare in uno spazio piccolo per molti giorni. La capsula che ospitava Laika pesava 16 kg più il suo peso che era di 6 kg. All’interno della capsula la temperatura era regolata a 15 gradi ed era equipaggiata di cibo e acqua in forma di gel. Il destino della cagnetta era segnato fin dall’inizio in quanto la capsula era sprovvista di scudo termico per il rientro nell’atmosfera. In realtà il viaggio di Laika non servì molto in quanto i segnali vitali terminarono dopo circa 7 ore dal lancio. Tra le varie versioni non ufficiali, ve ne è una che afferma la presenza a bordo di un boccone avvelenato che, vista l’inevitabile morte della cagnetta, avrebbe ridotto la sua sofferenza nella morte per asfissia e sbalzi di temperatura. Lo Sputnik 2 rientrò nell’atmosfera cinque mesi dopo distruggendosi. Nel 1960 i sovietici con lo Sputnik 5 tentarono il lancio con a bordo le cagnette Belka e Strelka che rientrarono dal lancio sane e salve.

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