Smart cities: la top ten d’Europa. E l’Italia?

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barcellona 22@

Dalle start-up 2.0 allo sviluppo dell’efficienza energetica e dell’open-data, le smart cities sono una realtà che riguarda tutti, in qualità di cittadini e consumatori

a cura del team di Luce-gas.it

copenhagenNon solo hipsters in bicicletta, app per smartphone e auto elettriche, le smart cities sono anche banda larga ed open data, case passive ed energie rinnovabili, riduzione del traffico e consumi sostenibili. Il concetto di smart city ricopre tante realtà diverse ma si caratterizza sempre con l’innovazione sia tecnologica che sociale. Boyd Cohen, studioso esperto di sostenibilità e di sviluppo urbano, ha pubblicato uno studio nel 2014 sulle città europee più smart, dal quale emerge senza sorpresa l’Europa del nord, con ben 8 città nei primi 10 posti.

Copenhagen in bicicletta (1°). Circa il 60% degli abitanti usa la bici nei suoi spostamenti quotidiani, con grandi benefici sia per la propria salute che per quella dei loro concittadini, con effetti positivi sulla vivibilità della loro città.

Amsterdam (2°), dal 2009 AmsterdamSmartCity raggruppa attori pubblici e privati intorno alle tematiche del clima e dell’energia, fornendo una piattaforma comune per sperimentare nuove soluzioni e progetti concreti, tecnologici e non.

Barcellona e il suo Distretto dell’innovazione (3°). Il progetto 22@ ha permesso la riconversione del quartiere industriale di Poblenou in un hub delle nuove tecnologie.

Hamburg hafencity (8°). Il nuovo volto di Amburgo, rinnovato con  un investimento di 10 miliardi di euro in efficienza energetica e sostenibilità, tutto sulla riva dell’Elba.

Open-Helsinki (10°). Con il suo portale dedicato all’open-data, la capitale finlandese mette a disposizione di tutti strumenti e dati, con benefici in termini di trasparenza e di innovazione.

E le città italiane?

milano galleria vittorio emanuele

Anche se ancora nessuna città italiana è entrata nella top ten di Boyd Cohen, lo stivale raccoglie numerose realtà d’innovazione, di efficienza energetica e di mobilità sostenibile. Secondo l’indagine ICity Rate i tre migliori esempi sono:

Milano: occupa il primo posto sul podio non solo per la sua vitalità economica e la sua capacità di innovazione, caratterizzata dall’alto numero di brevetti depositati, ma anche per la sua ricca vita culturale e sociale che hanno spinto tanti milanesi ad adottare i principi della sharing economy, dove la possibilità di usare il bene prevale sul possederlo.

Bologna: esce seconda, a poca distanza da Milano, grazie alla qualità dei suoi servizi pubblici e alla sua coesione sociale.

Firenze: chiude il podio delle smart city italiane per la qualità della sua vita sociale, con una fortissima propensione all’associazionismo, e della sua governance attraverso il portale OpenData del Comune.

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(foto cover Barcellona- 22@)

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