Che tranvata per Obama. I Repubblicani trionfano alle elezioni di Midterm

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Il partito repubblicano ha conquistato la maggioranza sia al Congresso che al Senato e vince molti sfide per i governatori. Per Obama si annunciano 2 anni difficili

Il presidente degli USA Barack Obama dovrà fare i conti con un Congresso tutto repubblicano, dopo che il Grand Old Party (il partito repubblicano) in queste elezioni di Midterm è riuscito a mettere le mani anche sul Senato e allo stesso tempo a confermare la Camera, dove ha ampliato la maggioranza, e a imporsi anche nelle sfide più incerte per i 36 governatori. Secondo quanto riporta il sito FiveThirtyEight di Nate Silver, il partito repubblicano ha infatti vinto tutte le elezioni in bilico in cui era favorito, come Michigan e Wisconsin, e la gran parte di quelle in cui erano leggermente sfavoriti, come Florida, Illinois e Maine. Ha vinto in Kansas, dove il governatore in carica, Sam Brownback, godeva soltanto del 20% di possibilità nelle previsioni. I repubblicani hanno vinto anche in Maryland, dove le possibilità di vittoria, prima delle elezioni, erano solo al 6 per cento. I democratici hanno vinto, come era ampiamente atteso, nello Stato di New York con Andrew Cuomo, che avrà il suo secondo mandato, e in California con Jerry Brown, pronto per il suo quarto mandato (non consecutivo). Al momento, ci sono state 23 vittorie repubblicane (19 conferme, quattro conquiste) e nove democratiche (otto conferme, una conquista); quattro Stati ancora in bilico. L’esito di queste elezioni di metà mandato rappresenta dunque un grosso problema per le politiche dell’amministrazione Obama, che dovrà confrontarsi ora con il consolidamento a Capitol Hill del potere repubblicano, che non controllava entrambi i rami del parlamento del 2007. Fondamentali sono stati sette Stati che il Gop è riuscito a strappare ai democratici: North Carolina, Arkansas, West Virginia, South Dakota, Montana, Colorado e Iowa. I repubblicani avevano bisogno di sfilare sei seggi ai democratici (e di confermare tutti quelli già controllati) per riuscire a controllare il Senato: il partito del presidente infatti aveva 53 seggi, contro i 45 del Gop e i 2 indipendenti (alleati con i democratici).

La serata elettorale è andata liscia (come ampiamente previsto dalle proiezioni delle ultime settimane) e il Gop è riuscito non solo a confermare gli Stati in cui già era dato vincente, ma a prendere il controllo di altri stati chiave. La prima campanella della vittoria è arrivata poco dopo l’ora di cena con il leader della minoranza al Senato, Mitch McConnel, che ha riconfermato il suo seggio. McConnel potrebbe essere il prossimo leader della maggioranza repubblicana, anche se non ci sono ancora conferme. Una figura con la quale Obama dovrà comunque confrontarsi se vorrà portare a casa qualcosa nei prossimi due anni. E secondo quanto scritto ieri sera su Twitter dal portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, Obama avrebbe già sentito i principali senatori e deputati eletti di entrambe le parti, rimandando a questa mattina per ulteriori dettagli. La valanga repubblicana rappresenta da una parte la crescente debolezza di Obama che non è riuscito a dare risposte convincenti ai cittadini e dall’altra un Grand Old Party che torna a macinare voti come in passato. Oltre a questo, secondo molti analisti la vittoria repubblicana è stata anche segnata da un basso afflusso alle urne e dal fatto che due terzi degli elettori fossero sopra i 65 anni. Il 114esimo Congresso – che si insedierà il prossimo 3 gennaio 2015 – dovrà affrontare temi fondamentali per gli Stati Uniti come quello dell’immigrazione, sul quale Obama potrà avere molte difficoltà a superare la prova del Congresso.

(fonte askanews)

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