L’impresa di Guglielmo Tell

Il 18 novembre 1307 il leggendario Guglielmo Tell per salvarsi dalla condanna a morte, accettò di scagliare una freccia con la sua balestra per colpire una mela posta sul capo del figlioletto

La figura di Guglielmo Tell è legata alla storia della Confederazione Elvetica, in quanto le gesta dell’arciere avrebbero portato all’eliminazione in dei poteri tirannici dei balivi. Si narra che entrato ad Altdorf Guglielmo non si accorse del cappello imperiale, cui i passanti dovevano inchinarsi in atto reverenziale. La condanna prevista per aver commesso tale irrispettoso atto era la prigione o addirittura la condanna a morte. Il balivo Gessler consente a Guglielmo di fare una prova in cambio della libertà: colpire con una freccia una mela messa sulla testa del figlio Gualtierino. L’abilità dell’arciere gli permette di superare la prova ma, a causa di una freccia che Guglielmo aveva tenuta nascosta per uccidere il tiranno, viene condannato al carcere. Mentre viene condotto in prigione in barca, si scatena una tempesta e con uno stratagemma Guglielmo riesce a farsi liberare e a fuggire per uccidere Gessler. Da questo gesto avrebbero preso avvio le rivolte dell’anno seguente contro i balivi. La leggenda riferisce anche che Guglielmo combattè nella guerra del 1315 e morì nel 1354 dopo aver salvato un bambino che stava per annegare.

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